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A Milano aumenta la popolazione, ma si fanno sempre meno figli

La Lombardia è la regione italiana che cresce di più, ma non si tratta di nuovi nati: semplicemente di gente che arriva dalle altre regioni.
20 Aprile 2026

Tutto vero. A Milano la gente continua ad aumentare, ma non si fanno più figli. Com’è possibile, direte voi. Bè, è possibile perché – secondo i dati diffusi da ISTAT – la Lombardia è la regione italiana che cresce di più dal punto di vista demografico, con un +3,2 per mille. Ma, dicevamo, non si tratta di nuovi nati: semplicemente di gente che arriva dalle altre regioni per stabilirsi a Milano e in Lombardia.

That’s it.

La situa natalità

La questione bella peso riguarda la natalità, anzi la denatalità. Anche in Lombardia si registra un calo significativo delle nascite: il numero medio di figli per donna si ferma a 1,17, un pelino sopra la media italiana ma ancora parecchio lontano dalla “zona di comfort” che garantisce il ricambio generazionale. Del resto, quante volte l’abbiamo detto che Milano è una città per “vecchi”?

Il tasso di natalità si ferma a circa 6,3 nati ogni mille abitanti, confermando una tendenza negativa che interessa tutto il Nord-Ovest. Unica eccezione, la Provincia autonoma di Bolzano, dove inspiegabilmente si fanno più pargoli, arrivando a ben 1,58 figli per donna.

Va da sè che la differenza tra nascite e decessi è negativa anche in Lombardia, con un valore intorno a -3,5 per mille. E quindi menomale che la gente viene a vivere qui, altrimenti ci ritroveremmo con qualche umarell e stop.

Si vive più a lungo

Ultimo pezzo del puzzle: la speranza di vita continua ad aumentare. Ed è ovviamente una buona notizia. Il problema è che, combinata con il calo delle nascite, porta a un altro effetto: l’invecchiamento della popolazione.

Gli over 65 sono sempre di più, mentre i giovani (fino a 14 anni) rappresentano ormai solo l’11,9% del totale. Una quota bassa, che continua a scendere. Ci aspetta quindi una società sempre più composta da persone anziane e da adulti single. E sempre meno bambini.

E no, lo ribadiamo: non è affatto una cosa buona.

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