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Cos’è il Goblin Mode, il trend di essere pigri e trasandati contro la perfezione da social

Il Goblin Mode non vuol dire smettere di vivere, ma piuttosto smettere di trattare ogni momento della propria vita come una dimostrazione pubblica di efficienza.
27 Maggio 2026

Per anni internet ci ha ripetuto più o meno sempre lo stesso messaggio: svegliati presto, ottimizzati,
cura il tuo brand personale, trasforma ogni hobby in una side hustle, fai journaling, bevi smoothie verdi e diventa la versione migliore di te stesso. A un certo punto però la gente si è stancata e lì è arrivato il Goblin Mode, che tradotto significa smettere di performare continuamente.

Cos’è davvero il Goblin Mode?

La cosa importante da chiarire subito è che il Goblin Mode non significa “essere pigri”, né lasciarsi andare completamente. Non vuol dire smettere di vivere, ma piuttosto smettere di trattare ogni momento della propria vita come una dimostrazione pubblica di efficienza.

È stare in tuta tutto il giorno senza sentirsi in colpa, saltare una skincare routine da quattordici step, mangiare cereali alle undici di sera davanti a una serie e avere hobby che restano hobby, senza trasformarli automaticamente in business plan o contenuti da pubblicare. Ed è interessante perché il trend Goblin Mode nasce esattamente nel punto in cui la cultura online aveva iniziato a rendere performativa persino la normalità.

Perché è esploso proprio ora?

Il Goblin Mode non nasce dal nulla. Arriva dopo anni di productivity culture, hustle culture e social pieni di vite ottimizzate fino all’assurdo, tra morning routine alle cinque del mattino, camere perfette, frullati proteici fotogenici, agende colorate e video “day in my life” in cui ogni secondo sembra sponsorizzato da qualcuno.

A forza di vedere esistenze continuamente curate, moltissime persone hanno iniziato a provare una sensazione molto concreta di esaurimento, e il Goblin Mode è diventato la reazione spontanea a questa stanchezza collettiva. Non è dunque una moda nata in maniera casuale, ma una forma spontanea di rigetto culturale

È volutamente anti-estetico

La parte più forte del Goblin Mode è che non prova nemmeno a sembrare aspirazionale, anzi, spesso funziona proprio perché è anti-estetico. Tra letti disfatti, vestiti comodi e giornate poco ottimizzate, tutto quello che internet per anni aveva cercato di nascondere improvvisamente diventa normale da mostrare. 

Il contrasto con l’online degli ultimi anni è enorme, perché fino a poco tempo fa il modello dominante era fatto di journaling, routine perfette e ossessione continua per il “becoming your best self”. Ora invece sempre più persone sembrano dire una cosa molto più semplice: “oggi ho risposto a due mail e sono sopravvissuto, va benissimo così”. Ed è assurdo quanto questa cosa faccia sentire immediatamente meno soli, considerando che l’onestà sta lentamente sostituendo l’aspirazione.

Goblin Mode Vs. performance continua

Il punto centrale, però, è che il Goblin Mode non rifiuta il successo, la cura personale o il miglioramento. Rigetta semplicemente l’idea di doverli mostrare continuamente. I social degli ultimi anni hanno trasformato la vita quotidiana in una specie di vetrina permanente in cui dovresti essere sempre interessante, produttivo, mentalmente stabile ed esteticamente coerente. 

Dopo un po’, questa pressione continua diventa stancante anche per chi apparentemente la gestisce bene. Ed è proprio per questo che il Goblin Mode funziona così tanto online: perché fornisce una sensazione immediata di sollievo. 

Perché ci si riconoscono così tante persone?

La verità è che moltissime persone si riconoscono nel Goblin Mode perché sono semplicemente stanche di sentirsi continuamente incomplete, di dover migliorare ogni giorno e di trasformare qualsiasi attività in crescita personale. 

Qui è importante non confondere il fenomeno con disagio clinico o depressione: il Goblin Mode non è un “sto male”, ma piuttosto un netto “non voglio più vivere come se ogni giornata dovesse essere ottimizzata”. È il desiderio di abbassare il livello di aspettative costanti e di tornare, almeno ogni tanto, a una normalità meno performativa. 

Anche il Goblin Mode è diventato un trend

Ovviamente internet è riuscito a fare una cosa molto internet, ovvero trasformare anche il rifiuto della performance in una performance. Oggi TikTok è pieno di aesthetic del disordine, video “Goblin Day”, contenuti sul vivere male ma con ironia e monetizzazione dell’anti-produttività. 

Ed è un paradosso perfetto, perché anche il rifiuto dei trend viene immediatamente trasformato in trend, diventando forse il segnale definitivo di quanto i social riescano ad assorbire qualsiasi forma di ribellione estetica nel giro di pochissimo tempo.

Alla fine il successo del Goblin Mode dice una cosa molto semplice ma molto contemporanea:
forse le persone non vogliono sentirsi un progetto infinito da ottimizzare. Forse non sempre vuoi diventare la tua “best version”.

A volte vuoi soltanto smettere di misurarti continuamente, abbassare il rumore, fare cose inutili ed esistere senza trasformare tutto in crescita personale. E’ interessante perché questo anti productivity trend non nasce da disinteresse verso la vita, ma da saturazione derivata da troppa ottimizzazione, esposizione e performance. Il Goblin Mode fa ridere perché è volutamente disordinato, ma funziona perché dentro c’è la stanchezza di dover essere sempre “la versione migliore di sé”. E forse la tendenza più onesta del momento è proprio smettere di fingere di avere tutto sotto controllo. 

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