Premessa: stiamo per lamentarci del brodo grasso, lo sappiamo… diversamente, non saremmo imbruttiti. Le vere conseguenze delle guerre in corso nel mondo sono molto lontane dal nostro cu**, per cui ci lagneremo di un’inezia organizzativa rispetto a quelle che vivono gli abitanti delle zone in cui non è possibile vivere nell’angoscia tutto il giorno e tutti i giorni. Chiarito questo noi e voi, parliamo delle vacanze degli italiani.
Il fatto è che organizzare le vacanze è sempre e comunque una gara di ingegneria che dura mesi, a caccia dell’algoritmo perfetto: si comincia con le ferie da incastrare coi colleghi, con il famoso “Piano ferie” da consegnare entro fine aprile massimo; poi c’è il budget, che fondamentalmente è una resa dei conti fra quello che avanza da quanto speso per restare aggrappati a New Milan e ai suoi prezzi international e quanto ci siamo sputtanati in robe inutili; infine, bisogna capire dove andare, decidendo fra dove possiamo e dove vorremmo, tipo quel posto ultrafigo che gli amici (o i nemici) ci hanno fatto lumare con i post Instagram dell’anno scorso.
Quest’anno però, almeno fino all’altro ieri, delle tante mete che avevamo in mente, un bel po’ le avevamo già escluse per via di un posto che fino a febbraio non sapevamo manco dove fosse: Hormuz e il suo stretto. Noi che già Suez e Panama era tanto da ricordare, abbiamo dovuto scoprire che da quel posto a 4000 chilometri di distanza dipendevano le forniture degli aerei che avremmo voluto prendere per le vacanze. Allarmi, titoloni: “Compagnie quasi a secco”, ” A rischio i viaggi”, “Sri Lanka bye bye”… quindi, che fai? Prenoti con il rischio di non rientrare in tempo, pagarti il triplo il soggiorno extra, restare in aeroporto una settimana con un grande punto interrogativo sulla testa?
Vacanze degli italiani, meglio restare in Europa
Ma col ca***! L’Italia e l’Europa sono piene di posti fighissimi, perché impazzire per andare dove non si riesce ad arrivare?! E così l’estate 2026 si annuncia più mediterranea e atlantica del solito, almeno secondo gli operatori del turismo raggiunti da Repubblica: Medioriente e Sudest Asiatico in picchiata; Grecia, Spagna e Italia alla grandissima per non correre rischi. Il Mar Rosso, che piace sempre, ha pagato più di altri il prezzo dell’incertezza, ma potrà probabilmente riprendersi con la marea di offerte che fioccheranno adesso che la pace fra Stati Uniti e Iran sembra (sembra) tornata.
Comunque sia, prima della meta e della geopolitica, “vacanza” per noi Milanesi vuol sempre dire “file Excel”, condiviso con il partner, con l’amante o con gli amici: voli, Hotel o B&B, auto a noleggio, assicurazione, documenti, bagagli, prenotazioni dei musei (almeno d’estate fingiamo di acculturarci), persino il giorno in cui svuotare il frigorifero prima di partire. E poi, “calendario condiviso“, sincronizzato sullo smartphone anche con i genitori quando ci sono bambini da gestire, e il gancio con cat sitter, dog sitter, pianta sitter… E via, è il momento di partire! V beh, ma per dove?!
Mica tanto lontano, coi prezzi del carburante che ci lascia la guerra: meno viaggioni, più weekendoni per una fuga al mare, una fuga in montagna, una fuga e basta. Le ferie estive si squagliano come neve al sole in tanti piccoli viaggetti, più facili da incastrare tra gli impegni e meno traumatici da riprogrammare se il mondo decide, all’improvviso, di cambiare programma. E si sa che quando cambia programma cambiano i prezzi: voli, traghetti, pedaggi, parcheggi, lettini, ombrelloni, ristoranti… tutto diventa un mutuo a cielo aperto. Noi il Weekendino Zero Sbatti ve lo abbiamo preparato, e se per caso rimanete in città vi abbiamo già messo in fila anche le terrazze e le piscine aperte. Adesso, non rompete le balle se il wi-fi non funziona e dovete usare l’hot spot che le email potete controllarle anche sul telefono.









