Per due set sembrava la classica partita da modalità “ciao grazie arrivederci”. Di quelle in cui Jannik Sinner entra in campo, mette il pilota automatico e ti dà la sensazione che potrebbe vincere pure mentre risponde alle mail.
Al Roland Garros contro Francisco Cerúndolo stava andando esattamente così.
Primo set 6-3.
Secondo set 6-2.
Servizio al top, colpi profondi, lucidità totale e Cerundolo che sembrava uno costretto a rincorrere una riunione su Teams, partita senza di lui.
Poi però è successo qualcosa che ha cambiato completamente la partita.
Il malore improvviso durante il cambio campo
Nel terzo set, sul 5-4 per Sinner, durante il cambio campo il numero uno del mondo ha iniziato a mostrare segnali evidenti di malessere.
Si è rivolto verso il suo angolo con un’espressione parecchio provata e ha chiesto subito l’intervento del fisioterapista. E lì si è capito immediatamente che non era il classico “mi gira un po’ la testa ma adesso passa”.
Le parole pronunciate dal tennista italiano hanno gelato tutti:
“Non mi sento bene, devo vomitare”.
A quel punto è stato richiesto un medical time-out e Jannik Sinner ha lasciato il campo per rientrare negli spogliatoi.
Sugli spalti è calato il silenzio. Anche perché vedere uno che fino a cinque minuti prima sembrava in controllo totale trasformarsi improvvisamente in modalità “batteria 1%” ha spiazzato chiunque.

Il ritorno in campo e la partita che cambia completamente
Dopo alcuni minuti Sinner è tornato in campo. Però bastavano due scambi per capire che qualcosa non andava più.
Movimenti più pesanti. Ritmo calato di colpo. Energia praticamente evaporata nel giro di pochi minuti. Sembrava uno di noi dopo aver mangiato carbonara, birra e amaro a pranzo e aver poi deciso di fare una partita a padel alle 15:30 sotto il sole.
Dall’altra parte Francisco Cerúndolo ha continuato giustamente a giocare il suo match senza abbassare il livello. L’argentino ha approfittato del crollo fisico dell’azzurro, rimontando il terzo set fino al 7-5.
Ed è lì che l’inerzia della partita è completamente esplosa.
Il quarto set è una sofferenza continua
Nel quarto set il malessere di Jannik Sinner è diventato ancora più evidente.
Durante le pause si raffreddava con asciugamani bagnati sulle spalle, ventilatori portatili e nebulizzatori. In alcuni momenti si piegava sulle gambe cercando semplicemente di recuperare fiato.
Nel frattempo Cerundolo continuava a spingere senza fermarsi un secondo. Risultato: 6-1 netto per l’argentino.
E la sensazione era quella tipica da incubo sportivo: vedere una partita completamente in controllo trasformarsi lentamente in una lunga agonia tennistica.
L’eliminazione dal Roland Garros
Anche il quinto set ha seguito lo stesso copione.
Sinner ha provato con orgoglio a restare attaccato alla partita, trovando la forza di vincere soltanto un game. Ma il crollo fisico ormai era evidente.
Francisco Cerúndolo ha chiuso ancora 6-1, completando una rimonta che fino a metà del terzo set sembrava praticamente impossibile.
E così Jannik Sinner è stato eliminato dal Roland Garros dopo una partita che sembrava totalmente nelle sue mani.
Le parole di Sinner dopo la partita
Nel post match il tennista italiano si è presentato in conferenza stampa con molta lucidità, spiegando quello che aveva provato in campo.
“A metà del terzo set non trovavo più nessuna energia, non mi sono sentito molto bene”.
Poi ha aggiunto:
“È lo sport, può succedere. Certo è difficile da accettare considerando la mia posizione. Ora ho bisogno di recuperare anche mentalmente”.
Che tradotto dal linguaggio sportivo elegante significa più o meno: “ragazzi adesso ho bisogno di spegnere tutto per un attimo”.

Anche Cerundolo si è detto preoccupato
Dopo la vittoria, anche Francisco Cerúndolo ha mostrato grande rispetto per il rivale.
L’argentino ha dichiarato di non sapere esattamente cosa fosse successo a Sinner, ipotizzando caldo o crampi, e si è augurato che possa recuperare presto perché “merita di vincere ancora tanti Slam”.
Per il tennis italiano resta una giornata parecchio amara. Però rimane anche l’immagine di uno che, pure quando il fisico gli stava chiaramente dicendo “fratello basta”, ha comunque provato a restare lì fino all’ultimo punto.









