Ahahahahahahahah.
Dai, onestamente. La notizia fa riderissimo, anche se in realtà non c’è proprio un caXXo da ridere. A Londra un summit sul caldo estremo è stato annullato… a causa del caldo estremo. L’evento avrebbe dovuto riunire esperti, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni per discutere di come città e governi possano adattarsi a temperature sempre più elevate. Alla fine, però, il caldo ha avuto l’ultima parola.
Il summit sul clima cancellato
L’incontro faceva parte della London Climate Action Week, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alle politiche ambientali e climatiche nel Regno Unito.
La sede scelta per ospitare il summit era la London School of Economics. Qui esperti provenienti da diversi settori avrebbero dovuto confrontarsi sulle soluzioni necessarie per rendere le città più resilienti alle ondate di calore sempre più frequenti.
Poi sono arrivate le previsioni meteo. Le autorità britanniche hanno diramato un’allerta rossa per temperature eccezionalmente elevate e gli organizzatori hanno deciso di annullare tutto. Quindi ci pare di capire che soluzioni al caldo estremo ancora non ce ne siano.
Il problema? La sede non era preparata al caldo
Ma non avevano l’aria condizionata, viene da chiedersi. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, l’edificio scelto per ospitare l’evento non disponeva di sistemi di raffrescamento adeguati per affrontare temperature che, nel sud dell’Inghilterra, avrebbero potuto sfiorare i 40 gradi.
Gli organizzatori hanno spiegato che non sarebbe stato possibile garantire condizioni sufficientemente sicure e confortevoli per i partecipanti. Un dettaglio che racconta bene una delle difficoltà che molte città europee stanno affrontando: infrastrutture progettate per un clima che sta cambiando molto più rapidamente del previsto.
La notizia è stata ripresa da diversi media internazionali proprio per il suo valore simbolico.
Un evento pensato per discutere gli effetti delle temperature estreme fermato dagli stessi fenomeni che avrebbe dovuto analizzare. Più che una semplice coincidenza, molti osservatori l’hanno interpretata come una fotografia piuttosto efficace del momento che stanno vivendo molte città europee.
Il caldo estremo, infatti, sta influenzando sempre di più la gestione degli spazi pubblici, delle scuole, degli uffici e delle infrastrutture urbane.
Londra non è messa benissimo
La cancellazione del summit arriva durante una fase particolarmente delicata per il Regno Unito.
In questi giorni Londra e gran parte dell’Inghilterra stanno affrontando una delle ondate di caldo più intense degli ultimi anni. Le previsioni indicano temperature comprese tra i 37 e i 38 gradi nella capitale britannica, valori che fino a qualche anno fa sarebbero sembrati quasi impensabili da quelle parti.
Diverse scuole hanno modificato gli orari delle lezioni o sospeso alcune attività. Anche molti uffici hanno adottato misure straordinarie per ridurre i disagi causati dalle alte temperature.
L’emergenza riguarda anche la mobilità. Le società che gestiscono il trasporto pubblico hanno invitato i cittadini a limitare gli spostamenti ai casi davvero necessari durante le ore più calde della giornata.
Particolare attenzione è rivolta alla rete ferroviaria. Network Rail, il gestore delle infrastrutture ferroviarie britanniche, ha avvertito che potrebbero verificarsi “disagi significativi” in diverse zone dell’Inghilterra e del Galles.
Temperature così elevate possono infatti creare problemi anche ai binari e alle infrastrutture, rallentando il traffico ferroviario e aumentando il rischio di guasti.









