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I colleghi tossici si distinguono da 5 fattori: vi diciamo quali, così magari li evitate

Il menoso, il guerrafondaio, il gossipparo: ecco alcune tipologie molto diffuse di colleghi tossici.

Le relazioni tossiche non sono solamente quelle tra amanti/partner. Anche tra i coleghi è possibilissimo scovare casi umani, parassiti, rompiballe che ti prosciugano l’anima. Vero? Dai, è capitato a tutti di trovare, al lavoro, qualcuno da cui avremmo voluto fuggire a gambe levate. Forse non ci avete mai ragionato fino in fondo, ma si trattava di un collega tossico, qualcuno in grado di influenzare negativamente anche le vostre prestazioni. Prendendo spunto da un interessante approfondimento di GQ, vogliamo elencarvi alcune tipologie di colleghi tossici. Riconoscerli, si sa, è il primo passo per evitarli.

Quello sempre a cazzi suoi

Tra le skills più apprezzate in ambiente lavorativo, lo sappiamo, c’è la famosa capacità di lavorare in team. Ecco, il collega tossico non è capace di fare gioco di squadra, anzi. È sempre quello che vuole fare di testa sua, a cui non frega nulla della collaborazione. Se può farti le scarpe stai sicuro che te le farà. Livello tossicità: 9.

Il menoso

Uno dei colleghi tossici più diffusi è sicuramente il menoso, l’autocelebrativo. Quello che, ogni giorno, deve ricordarti quanto è bravo/puntuale/preciso/capace e che, nemmeno troppo velatamente, sottolinea quanto invece gli altri siano una spanna dietro. Ha sempre aneddoti clamorosi sulle sue prestazioni vincenti e sui suoi mille talenti, ma visto che oltre a menarsela è pure totalmente incapace di fare autocritica, è anche uno che spara a zero su chiunque. Livello tossicità: 8. 

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Lo zerbino

Anche questo è un classico degli ambienti di lavoro. Quello che dice sempre sì, il lecchino, lo zerbino del capo. Quello disponibile a fare tutto, a ogni ora, pure a risolvere un palo durante il pranzo di Natale. Lui c’è sempre, e così, di riflesso, tutti gli altri che non vogliono annullarsi per il lavoro sembrano fancazzisti. Livello tossicità: 7 e mezzo.

Il guerrafondaio

Collega che sguazza nelle lamentele, nelle querelle, nei contrasti. Se può litigare con qualcuno, pure con la donna delle pulizie, lui lo fa. Mette zizzania, parla male dei colleghi alle spalle degli altri colleghi, riferisce sfoghi per creare discussioni e ogni due per tre è in guerra col capo. Quando arriva lui (o lei, ovvio), sale già lo sbattimento. Livello tossicità: 9.

Il gossipparo

Collega a cui piace da morire farsi i cazzi di tutti e poi, naturalmente, diffonderli in giro come briciole ai piccioni. Appena arriva una new entry, il gossipparo provvede subito ad aggiornarlo in merito a chi sta con chi, chi ha fatto sesso con chi e altre chiacchiere. Vere o presunte, poco importa. Nulla diverte di più il gossipparo di sguazzare negli affari altrui. Livello tossicità: 7 e mezzo.

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