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Più della metà dei milanesi vorrebbe andare a vivere in campagna

La ricerca The European House - Ambrosetti ci fa sapere che il 51,7% degli intervistati sta valutando di trasferirsi in zone rurali. Basta restare comunque connessi.

La verità è che la City non ci attrae più così tanto. Vuoi perché i costi sono difficili da sostenere, vuoi che post pandemia abbiamo rivalutato giardini e giardinetti, ma anche uno stile di vita più slow, fatto sta che oltre la metà dei milanesi andrebbe volentieri a vivere in campagna, confermando quello che cantava anni fa il buon Toto Cutugno.

Lungimirantissimo.

A dircelo è la ricerca del Think Tank The European House – Ambrosetti , presentata qualche gioro fa a Palazzo Lombardia e commissionata dai GAL (Gruppi Azione Locale) di Pavia, Cremona e Mantova per fare un check sulla percezione e il giudizio dei milanesi. Eh oh, questo è: su un campione di 500 intervistati, il 15% ha fatto sapere di avere tutta l’intenzione di spostarsi dalla città a paesini o borghetti, ma ad essere significativo è soprattutto quel 51,7% che afferma di voler valutare questa possibilità in futuro. Giusto il tempo – chessò – di sistemarsi col lavoro, di vendere casa, di cambiare professione e poi fuori dal cazzo.

Se state pensando: “Vabbè, saranno i vecchiarelli a volersi spostare in campagna dai”, bè no. Ad essere lì lì per fare il grande passo e spostarsi in una zona rurale sono soprattutto uomini e donne nel pieno della propria attività lavorativa (60,8% nella fascia 45-54 anni) o quelli ad un passo dalla pensione (50,6% nella fascia 55-64 anni) che però ci sta. Insomma, meglio godersi la pensione respirando aria pura e guardando gli uccellini cinguettare sui campi, piuttosto che affacciarsi sulle strade intasate di traffico e smog. No?

Ovvio raga, parliamo di campagna non di Culonia. Il sondaggio ci fa sapere che quelli intenzionati a spostarsi fuori dalla città, ritengono comunque fondamentale avere vicino presidi socio-sanitari, farmacie e servizi di assistenza alla persona (60% del campione); imprescindibile anchela presenza di centri commerciali e di reti di connettività e collegamento verso l’esterno, come i trasporti pubblici e la banda larga. Ok vivere in campagna, ma non esageriamo. Per 7 intervistati su 10 un altro fattore rilevante è la garanzia di un ambiente “sicuro”, per il 43,8% la disponibilità di spazi di aggregazione, per il 43,6% l’offerta culturale (43,6%) e la possibilità di avere una situa lavorativa soddisfacente e agile. Ok, ma quindi dove ci si trasferirebbe?

Alcuni intervistati (18%) hanno fatto gli sboroni, ma in realtà non conoscono o non hanno mai visitato le tre aree dell’Oltrepò Pavese, della Lomellina e dell’Oltrepò Mantovano e Oglio Po. Chi invece le conosce, le apprezza come destinazione per gite fuori porta, perché sono il top sia per l’offerta enogastronomica, sia per il paesaggio.

E quindi, cerchiamo un bel ruderino da ristrutturare fronte nulla?

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