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Ma dai, Milano è seconda in Europa per strade protette e a misura di ragazzi

Bene? Sì, ma ovviamente non benissimo.

Pensando al volo ad una frase con “Milano” e “strade“, difficilmente viene in mente una buona notizia. Basta leggere un sito qualsiasi eh, tra incidenti e danni ce n’è sempre una. E invece, a sorpresa, Milano si è beccata una “medaglia”. Nella nuova classifica europea stilata da Clean Cities Campaign, il capoluogo meneghino è secondo solo a Londra per numero di scuole primarie servite da strade “a misura di bambino”, dove il traffico motorizzato viene limitato negli orari di entrata e uscita. Bravi, ma adesso non montiamoci la testa.

La City Ranking 2025 prende in esame 36 città europee e valuta tre cose: scuole con strade scolastiche, strade con limite dei 30 all’ora, e piste ciclabili protette. Milano, nel complesso, è al 23° posto. Quindi sì, bene, ma tipo sufficienza stiracchiata. La città italiana messa meglio? Bologna, 16ª.

Con un bel 26% di scuole dotate di strade scolastiche, Milano si prende l’argento. Dietro Londra, davanti a Parigi. Insomma, se ci si ferma lì, si può quasi aprire lo spumante. Ma appena si guarda agli altri indicatori… cala la nebbia.

Capitolo Zone 30: qui si entra in modalità “tavolo tecnico rimandato a data da destinarsi”. Solo 427 km di strade con il limite dei 30 all’ora, e Milano scivola giù al 30° posto. Peggio fanno solo Roma e Torino. Bologna? Sempre avanti. Firenze? Pure.

E le piste ciclabili protette? Milano ne ha 180 km, che sembrano tanti, ma in proporzione alla rete stradale totale si parla di un misero 9%. Risultato: 24ª posizione. Anche Torino e Firenze stanno messi meglio. Bologna, ovviamente, ancora sopra a fare la maestrina.

Nessuna città italiana entra nella top 10 europea. In vetta, come da copione, ci sono Parigi, Amsterdam e Anversa. Lì sì che pedalano seriamente.

Il report lo dice chiaro: mettere in sicurezza le strade per i bambini rende la città più vivibile per tutti. Meno traffico, più aria buona, meno ansia quando i piccoli vanno a scuola. Ma serve coraggio, visione e meno burocrazia. Tradotto: meno promesse, più Zone 30 e ciclabili vere. Per ora Milano prende un 33% di punteggio totale: livello D, uno sopra la bocciatura. Dai, che siamo sulla buona strada. Basta non fermarsi al primo applauso.

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