C’era una volta la Milano delle nebbie, dei cappotti pesanti e delle mattine belle frizzantine. Oggi, invece, il problema è un altro: sopravvivere all’afa.
A confermarlo sono i dati dell’ultimo indice di vivibilità climatica elaborato da IlMeteo.it, che fotografa una situazione sempre più complicata per il capoluogo lombardo. Milano si piazza infatti al 74° posto su 108 province italiane analizzate, un risultato che racconta meglio di qualsiasi sensazione quello che molti cittadini percepiscono ormai da anni: il clima sta cambiando, e parecchio.
Gli ultimi giorni ne sono stati l’ennesima dimostrazione. Temperature tropicali, umidità alle stelle e una serie di blackout che hanno creato disagi in diverse zone della città. Persino una seduta del Consiglio comunale è stata interrotta in anticipo a causa dei problemi elettrici, mentre i vigili del fuoco sono stati impegnati in oltre venti interventi.
Milano e le notti tropicali
Se c’è un numero che racconta bene la trasformazione climatica della città, è quello delle cosiddette notti tropicali. Si tratta delle notti in cui la temperatura non scende mai sotto i 20 gradi. Una volta erano episodi sporadici. Oggi sono diventate la normalità.
Nel 2025 Milano ne ha registrate ben 77. Per avere un termine di paragone, nel 2000 erano appena 39.
Secondo il meteorologo Mattia Gussoni, tra gli autori della ricerca, il cambiamento è evidente:
«Il cambiamento climatico ha fatto decollare le temperature negli ultimi 25 anni. È come se rispetto al secolo scorso la latitudine di Milano si fosse abbassata all’altezza del Mezzogiorno».
Insomma, chi continua a ripetere che “a Milano il caldo è sempre stato così” forse dovrebbe dare un’occhiata ai numeri.
Addio neve e inverno milanese
La trasformazione non riguarda soltanto l’estate. Un altro dato che colpisce è l’assenza della neve. Milano aspetta una vera nevicata da cinque anni. Un evento che fino a qualche decennio fa faceva parte del normale calendario cittadino.
Ancora più significativo il dato sulle temperature minime: nel 2025 non si è registrata nemmeno una giornata con valori inferiori ai 3 gradi. Nei primi anni Duemila, invece, giornate di questo tipo erano almeno una ventina ogni anno.
Come sottolinea Gussoni:
«Non è normale, Milano deve essere una città fredda».
Una frase che fa quasi sorridere se pronunciata mentre si cerca disperatamente un ventilatore funzionante in ufficio.
Sempre più eventi estremi
Quando si parla di cambiamento climatico si pensa subito al caldo. In realtà gli effetti si vedono anche sul fronte delle precipitazioni.
Milano registra circa il 30% di pioggia in più rispetto alla media. Nel corso dell’ultimo anno si sono contati 75 giorni di pioggia, con oltre 1.300 millimetri d’acqua caduti sulla città.
A crescere sono soprattutto gli eventi intensi, quelli che in poche ore trasformano strade e sottopassi in piscine improvvisate. Sempre più frequenti le precipitazioni superiori a 35 millimetri in 24 ore, considerate dagli esperti eventi estremi.
E quindi via di temporali più violenti, raffiche di vento più forti e danni sempre più frequenti a infrastrutture e alberature.
Lombardia in difficoltà
La situazione non riguarda soltanto Milano. Secondo l’indagine, tutta la Lombardia sta attraversando una fase di forte sofferenza climatica. Mantova e Cremona occupano addirittura gli ultimi posti della classifica nazionale sulla vivibilità climatica.
Sondrio, invece, conquista un primato decisamente poco invidiabile: è la provincia con più precipitazioni annuali e risulta la seconda città più nuvolosa d’Italia. Segnali che raccontano una regione alle prese con fenomeni sempre più estremi e difficili da prevedere.
Gli effetti del riscaldamento globale sono evidenti anche in montagna.
Uno degli esempi più significativi arriva dalla Valmalenco, dove il ghiacciaio del Ventina arretra di circa 40 metri ogni anno. Un dato impressionante che si inserisce in una tendenza più ampia: dal 1990 la Lombardia ha perso circa il 30% della propria superficie glaciale. Una trasformazione che riguarda il paesaggio, ma anche le risorse idriche, l’equilibrio degli ecosistemi e il futuro delle aree alpine.
Milano sarà sempre più calda?
La domanda che molti si fanno è semplice: siamo davanti a un’anomalia temporanea o a una nuova normalità?
Gli esperti sembrano avere pochi dubbi. Le estati sempre più torride, le notti tropicali in aumento, la scomparsa delle giornate fredde e la crescita degli eventi meteorologici estremi indicano una direzione precisa.
Quella Milano grigia, nebbiosa e famosa per gli inverni rigidi sta lasciando spazio a una città che, dal punto di vista climatico, assomiglia sempre di più alle regioni del Sud Italia. E se ogni anno ci sembra di vivere l’estate più calda di sempre, forse è perché, molto semplicemente, è proprio così.









