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Beppe Sala vuole eliminare il pavé di Via Torino: “È pericoloso per le due ruote”

«Il mio obiettivo, che non realizzerò ormai, è levarlo da via Torino: la gente va in bici sul marciapiede e poi i cittadini si arrabbiano».

Parliamo di uno dei simboli più amati-odiati del centro storico di Milano: il pavé. Il sindaco Beppe Sala, in un’intervista a RTL, ha dichiarato apertamente che il pavé di via Torino potrebbe sparire, almeno nei tratti più “hardcore” per chi si sposta su due ruote. Per ora niente piani ufficiali né ruspe già pronte, ma l’intenzione è chiara: addio pietre, benvenuto asfalto tattico.

Perché si vuole togliere il pavé in via Torino?

L’idea di Beppe Sala riguarda ovviamente la sicurezza. «Quando ci sono pavé e rotaie, andare sulle due ruote è pericolosissimo — ha spiegato Sala — e nelle grandi città bisogna tenere conto anche di questi mezzi». Come purtroppo sappiamo, infatti, per chi va in bici, monopattino o scooter il pericolo è sempre in agguato. Avere una strada bella liscia potrebbe senz’altro aiutare.

Cosa cambia (e dove l’hanno già tolto)

Il discorso non è nuovo. A via Palestro, ad esempio, il pavé è già sparito da un po’. E a quanto pare nessuno ne sente la mancanza. «Chi si ricorda che c’era il pavé in via Palestro? Nessun milanese. Ci passo in scooter ed è tutta un’altra cosa», ha detto Sala, con tono da chi sa bene dove mettere le ruote.

L’idea, quindi, non è asfaltare selvaggiamente tutta la città, ma intervenire chirurgicamente nei punti dove il pavé diventa trappola urbana. E tra questi punti critici c’è proprio via Torino, con il suo marciapiede striminzito (30 centimetri tra bordo e binari) e la solita polemica ciclabile.

Pavé vs pedoni: il dilemma esistenziale

Sala ha aggiunto: «Il mio obiettivo, che non realizzerò ormai, è levarlo anche da via Torino, dove tra marciapiede e rotaie del tram ci sono trenta centimetri: la gente va in bici sul marciapiede e poi i cittadini si arrabbiano». E come dargli torto: se anche tu sei stato sfiorato da un monopattino a 45 km/h mentre uscivi da Subdued con lo spritz in mano, sai bene di cosa si parla.

Pavé sì, pavé no: i milanesi si dividono

Il tema è delicato: da una parte c’è la Sovrintendenza e chi difende il pavé come elemento identitario della città, un po’ come il Duomo, il pollo di Giannasi e le lamentele sul caldo. Dall’altra parte c’è chi lo vede come una trappola vintage da ristrutturare, piena di buche, inciampi e manutenzione infinita. Già nel 2021, durante la campagna elettorale, il sindaco si era espresso chiaramente: «Non sono per togliere tutto il pavé, ma nei punti critici non è sbagliato». E ancora: «Se i binari non si usano più, bisogna toglierli, magari approfittando per sistemare anche il pavé».

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