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Oh ma le avete viste? A Milano (e dintorni) è invasione di gatte pelose, brutte ma innocue

Le "gatte pelose" non sono tenere gattine ma bruchi che si arrampicano sugli alberi e costruiscono ragnatele bianche tra i rami.
17 Settembre 2025

Panico e un po’ di disgusto nei parchi del Milanese: da San Donato a Peschiera Borromeo, da Segrate a Corsico, è scoppiata l’invasione delle cosiddette gatte pelose, che non sono tenere gattine ma bruchi che si arrampicano sugli alberi e costruiscono ragnatele bianche tra i rami. Fanno un po’ senso – onesti – soprattutto se viste in massa ma tranquilli: sono innocue.

Secondo i Comuni e il Servizio fitosanitario regionale, non c’è da farsi prendere dallo sbatti: il fenomeno è naturale, temporaneo e destinato a sparire nel giro di poche settimane.

Almeno non sono processionarie

I bruchi in questione sono quelli dell’ifantria americana (Hyphantria cunea), un lepidottero originario del continente americano che si è ormai stabilito nella Pianura Padana. Il Comune di San Donato l’ha messo nero su bianco: “Non deve essere confusa con la processionaria. Le larve non sono urticanti, non provocano reazioni cutanee e non rappresentano alcun pericolo né per le persone né per gli animali domestici”. Sono solo brutte da vedere, insomma.

Ecco la differenza:

  • la processionaria attacca le conifere, i peli delle larve sono urticanti e pericolosi, soprattutto per i cani;
  • l’ifantria americana si nutre delle foglie di alberi e arbusti (come i gelsi), può scheletrizzarli temporaneamente, ma non provoca danni permanenti e non è pericolosa per uomini e animali.

l fenomeno che più colpisce è la presenza di grosse tele bianche che sembrano ragnatele giganti. In realtà sono i nidi protettivi costruiti dalle larve, che si muovono in gruppo e si nutrono insieme delle foglie. Gli esemplari, lunghi circa 11-15 mm, hanno il corpo ricoperto da peli bianchi e neri.
Ma lo ripetiamo: non pungono e non fanno male.

Servono trattamenti?

La risposta è no (almeno in questa fase). Gli esperti spiegano che:

  • il picco dell’attività trofica (cioè quando i bruchi mangiano di più) si è registrato a metà agosto;
  • adesso l’uso di insetticidi è inutile;
  • in casi estremi, se migrano verso le abitazioni, si può intervenire con prodotti di libera vendita, ma sempre in modo mirato.

La normativa, inoltre, vietata le potature fino a metà ottobre, quindi niente potare via i nidi: bisogna lasciare che la natura faccia il suo corso. L’unico trattamento consigliato, secondo il Servizio fitosanitario regionale, è l’uso del Bacillus thuringiensis contro le larve di seconda generazione, da applicare a fine luglio-inizio agosto.

Ci sono situazioni, però, in cui gli enti locali hanno dovuto agire: al parco Natura di Cesano Boscone, per esempio, la massiccia presenza di larve sui gelsi ha portato a una disinfestazione straordinaria in collaborazione con Ersaf (Ente regionale per l’agricoltura e le foreste). Per il resto, i Comuni continueranno a monitorare i parchi e le aree verdi con le società incaricate della gestione del verde pubblico.

Insomma: le “gatte pelose” possono fare impressione – soprattutto quando ricoprono interi rami con i loro nidi bianchi – ma la loro presenza è passeggera e naturale. Nel giro di qualche settimana, spariranno senza lasciare danni gravi agli alberi.

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