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Siete in burnout? Tranquilli, è nato il sindacato contro lo stress del lavoro

Lo ha fondato Giacomo Spinadin, 27 anni, professione psicologo free lance in cerca di lavoro. Praticamente, un esperto mondiale di burnout
29 Maggio 2026

Lo stress sul lavoro accorcia i telomeri e la vita”. Una botta di ottimismo dietro l’altra la chiacchierata con Giacomo Spinadin, 27 anni, lo psicologo che ha fondato il Sindacato della dignità psicologica sul Lavoro. Storicamente c’è chi tutela i metalmeccanici o gli insegnanti, i pensionati o i ferrovieri, i poliziotti o i bancari… ma il lavoro non è più quello di una volta e c’è ormai da tempo una categoria trasversale alle professioni che ha bisogno di una mano: gli esauriti. Quelli che arrivano al lavoro già stanchi, quelli che vivono con l’ansia dell’e-mail alle 22, quelli che giocano a tetris con turni impossibili, quelli che ancora prima di avere un lavoro hanno perso il sonno per colloqui infiniti senza risposta. Quelli in sbatti, insomma, anche se non sanno che ca*** sono i telomeri.

Ma parliamo del nuovo sindacato

L’idea di un sindacato che li protegga nasce dall’esperienza personale di Giacomo. “Sono disoccupato dall’anno scorso”, racconta: “Sto usando tutti i miei risparmi. Magari il sindacato può diventare il mio lavoro”. Insomma, il mix perfetto tra startup sociale, collettivo generazionale e sindacalismo emotivo. In concreto, che fate? “Non difendiamo il posto fisso, ma il diritto a stare bene”, ci racconta questo 27enne studente magistrale in psicologia del lavoro, musicista e creator TikTok. Attenzione! Niente a che vedere con un bonus aziendale per tre sedute di mindfulness in un’open space con le piantine finte, anche perché non è detto che chi si iscrive al sindacato dello Sbatti abbia un’azienda.

Noi non siamo nati per rendere le persone funzionali a un ambiente tossico”. In soldoni??? “Tramite noi una persona può dire: lascio il posto di lavoro perché è la cosa più sana che io possa fare”. Quindi, per dirla con Vulvia di Guzzanti, spingitori al licenziamento? Ovviamente no. “Vogliamo spostare il focus dalla gestione del danno alla prevenzione”, proclama Spinadin: “Il mercato del lavoro è totalmente tossico e non rispecchia i bisogni della generazione Z”.

D’altronde, lo sappiamo: una volta eri contento di trovare lavoro a prescindere, forse smadonnavi in silenzio giusto quando lavoravi a stretto contatto con tua suocera. Oggi no. Oggi hai studiato, hai fatto il master, e per studiare e fare il master sei rimasto a casa con i tuoi fino a 35 anni… e quando ti assumono “solo perché tra cento colloqui ne hai azzeccato uno“, continua Spinadin, “finisci per ammalarti. Le persone fanno un lavoro qualsiasi, tanto per, e poi si ammalano perché non si sentono motivate”.

Ok, però non è che noi vecchi imbruttiti siamo stati sempre contenti di accontentarci, eppure stringevamo i ciapèt e via andare. Gli str**** cominci a trovarli alla materna, mica ti si palesano solo quando hai 30 anni. “In effetti, non tutto il disagio psicologico è imputabile al lavoro”, ammette Spinadin, “ma è importante riconoscere che il lavoro può far davvero ammalare le persone”. Il sindacato ha ricevuto adesioni da persone “in gravi condizioni”, ha avuto contatti con ordini professionali e altri sindacati, e perfino con la Questura di Napoli, che intendeva valutare possibili collaborazioni sul benessere psicologico degli agenti della Polizia di Stato.

Ma come fanno a essere rappresentate persone con lavori diversi? “Non sta scritto da nessuna parte che non possa esistere un sindacato non di categoria”, ci dice Spinadin, che non vuole rappresentare una professione specifica bensì un tema: il disagio psicologico legato al lavoro. E così possono iscriversi tutti: dipendenti, precari, partite Iva, disoccupati e perfino persone che già hanno la tessera di un altro sindacato: “Non siamo in concorrenza con gli altri sindacati, per noi il punto è riconoscimento del valore delle persone”.

Quindi, Giacomo e i suoi collaboratori (alcuni psicologi e avvocati) non conducono trattative sui contratti nazionali o sull’aumento che aspettate da dieci anni, ma vi aiutano a mettere in fila i pensieri rispetto al vostro lavoro e a quanto faccia davvero bene alla vostra salute. A proposito, prima di salutarci, Giacomo spiegaci ‘sti telomeri, per favore: “I telomeri sono le estremità dei cromosomi, associate all’invecchiamento cellulare. Lo stress, anche quello da lavoro, li accorcia e il corpo presenta il conto“.

I telomeri più a rischio? Quelli di infermieri, operatori sanitari, partite Iva e psicologi stessi. “I liberi professionisti sono quelli che sviluppano più stress e ansia da prestazione”. Pensa che culo, però: ti pagano un ca***, non hai tutele, ti rompono le balle da mattina a sera MA almeno tutto questo dura poco perché schiatti molto prima degli altri. Più che il sindacato, forse, meglio se contatti un becchino.

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