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La maratona di Milano ha spaccato! Battuti tutti i record (anche quello del runner di 90 anni…)

Benissimo la solidarietà: 2 milioni di euro raccolti. Il Charity Program della maratona ha fatto centro, superando già i risultati dell’anno scorso e puntando dritto a quota 2,2 milioni.
13 Aprile 2026

Milano ieri si è svegliata così: strade chiuse, scarpe allacciate e una quantità di runner impressionante. La 24ª edizione della Wizz Air Milano Marathon ha trasformato la città in una pista a cielo aperto, con oltre 30mila partecipanti impegnati sui 42,195 chilometri, e un colpo d’occhio che, diciamolo, ha fatto parecchia scena. Complice una domenica con il clima perfetto, non troppo caldo, un po’ di freschetto, top, Milano ha visto scendere in strada 15 mila runner iscritti alla Wizz Air Milano Marathon e 16 mila alla UniCredit Relay Marathon, a cui si aggiungono i 10 mila partecipanti alle corse del sabato, la Enel Family Run e la Dog Run Arcaplanet, per un totale di oltre 40 mila runner coinvolti, mai così tanti.

Kenya ed Etiopia in pole

Se c’è una certezza nella maratona, è che quando si parte forte, i nomi davanti sono spesso gli stessi. Anche quest’anno il copione non è cambiato.

Il keniota Vitalis Kibiwott ha gestito la gara con precisione chirurgica, aspettando il momento giusto per staccare tutti: l’allungo al 36° chilometro è stato quello decisivo. Risultato? Vittoria in 2h06.35 e record personale portato a casa senza troppi complimenti. Il podio maschile, per gradire, è stato tutto keniano.

Tra le donne, dominio totale dell’etiope Yeshi Kalayu Chekole, che ha chiuso in 2h20.15. Miglior tempo personale, ma anche una delle migliori prestazioni di sempre a Milano e il miglior crono femminile dell’anno in Italia. Gara senza storia.

Da segnalare anche la prova dell’azzurro Xavier Chevrier, che al debutto in maratona ha fatto un signor tempo (2h11.50) e si è portato a casa una nona posizione assoluta che non è affatto male.

CLASSIFICA MASCHILE

  1.  KIBIWOTT VITALIS, Kenya, 2h06.35
  2.  KIPLAGAT AMOS KIPROTICH, Kenya, 2h08.14
  3.  KIPLIMO LABAN, Kenya, 2h08.23

CLASSIFICA FEMMINILE

  1.  CHEKOLE YESHI KALAYU, Etiopia, 2h20.15 e atleta ASICS
  2.  IDDEESSAA EEBBISEE ADDUNYAA, Etiopia, 2h21.13
  3.  GETAHUN SINTAYEHU TILAHUN, Etiopia, 2h25.29

Ce lo aspettavamo? Ce lo aspettavamo.

La maratona che fa anche del bene

Ok i tempi, ok i record, ma c’è un altro numero che pesa forse ancora di più: 2 milioni di euro raccolti. Il Charity Program della maratona ha fatto centro, superando già i risultati dell’anno scorso e puntando dritto a quota 2,2 milioni.

La novità? Per la prima volta la raccolta fondi è stata aperta anche ai partecipanti della maratona singola, non solo alle staffette. E il risultato si è visto eccome, grazie anche alla piattaforma Rete del Dono.

In mezzo a tutto questo, Milano si conferma sempre più internazionale: il 65% dei runner arriva dall’estero, con Francia, Gran Bretagna e Germania in testa. E cresce anche la partecipazione femminile, arrivata al 23%. Questa, quindi, non è più solo “la maratona dei milanesi”, ma un evento globale a tutti gli effetti.

Il nuovo percorso convince (e pure tanto)

La vera novità di quest’anno era il nuovo tracciato: partenza da Corso Sempione, sotto l’Arco della Pace, e arrivo in pieno centro, in Piazza del Duomo.

Una scelta che ha funzionato. Il percorso “in linea” è risultato più veloce e ha favorito prestazioni di alto livello, mentre la logistica è stata decisamente più fluida, sia per i runner che per i circa 50mila visitatori passati dal Marathon Village al Superstudio Maxi nei giorni precedenti.

Il risultato finale? Una maratona più scorrevole, più spettacolare e decisamente più “wow” anche per chi guardava da fuori.

Il runner di 90 anni batte il record del mondo

C’è chi a una certa età inizia a tirare il freno. E poi c’è Giuseppe Damato, che a 90 anni si fa una maratona, piazza un record mondiale e al traguardo se ne esce pure con un “ma sì, non sono neanche troppo stanco”. Così, easy. A Milano il 90enne torinese ha chiuso i 42,195 km in 4 ore, 30 minuti e 30 secondi, nuovo record mondiale per la categoria over 90. Per capirci: il primato precedente era di 6 ore e 14 minuti. Non proprio limato, diciamo proprio riscritto.

Fun fact: Damato ha iniziato a correre a 73 anni. Sì, settantatré. Prima andava forte in bici, poi un incidente ha cambiato le carte in tavola. “Mia moglie mi disse di smettere. Così ho mollato la bici e ho iniziato a correre”. Fine. Alla prima maratona chiuse in 3 ore e 40: già lì si capiva che non era proprio uno qualsiasi.

Quella di Milano era la sua diciassettesima maratona. Da quando ha iniziato non si è più fermato: corre, si allena e nel frattempo gioca ancora a tennis un paio di volte a settimana. E noi che diciamo “Oplà” quando ci sediamo sul divano.

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