Avevamo bisogno di un sito per lamentarci del caldo che fa? Decisamente sì, visto che ci sono 33 gradi già alle 9 di mattina, pheeeega. Si chiama Troppocaldo.it, che si autodefinisce ironicamente “Il primo osservatorio nazionale del fastidio da caldo”. E considerando che a fine giugno siamo già pieni rasi…
Vabbè, ma da dove arriva ‘sto sito? Chi l’ha fondato e perché? Abbiamo fatto una call ad Alessio e Federica, le due menti dietro a Troppo Caldo.
“Siamo una coppia che lavora nel digitale da circa nove anni. Io sono sviluppatore, mentre Federica è UX/UI designer. Ogni tanto ci divertiamo a creare piccoli progetti web nati più per passione che per lavoro, e Troppo Caldo è uno di questi. Ma sviluppiamo anche soluzioni serie“
Partiamo dalle basi: come vi è venuta questa idea? “L’idea è nata in modo molto semplice: faceva caldo, tanto caldo, e ci siamo resi conto che in questi giorni la frase più detta in giro è sempre la stessa: “che caldo”, “troppo caldo”, “oggi si muore”. La senti al bar, in ufficio, per strada, nei gruppi WhatsApp. È praticamente diventato un saluto stagionale. Da lì ci siamo detti: ma se provassimo a contare questa cosa? Non la temperatura reale, che già la misurano tutti, ma il disagio percepito. Quante volte ci lamentiamo, quante volte accendiamo il clima, quante volte apriamo il frigo senza motivo, quante volte diciamo “non è il caldo, è l’umidità”. Così è nato Troppo Caldo, un sito volutamente leggero ed ironico, ma basato su una cosa molto vera.“

E allora diteci, come funziona? “Troppocaldo si basa sulle segnalazioni degli utenti. Chiunque può indicare quanto il caldo sia sopportabile nella propria zona e il sito aggrega queste percezioni per mostrare una situazione molto più vicina all’esperienza reale. È un modo leggero e ironico per trasformare un dato soggettivo in qualcosa di condiviso.“
Un’idea funny per uno sbattimento reale: ogni anno fa sempre più caldo… “Esatto. Il tono è volutamente ironico, ma il problema è reale. Negli ultimi anni il caldo è diventato un argomento quotidiano, tutti ne parlano, tutti si lamentano e tutti cercano di capire quanto sarà pesante uscire di casa. Noi abbiamo deciso di raccontarlo con un linguaggio meno tecnico e più umano, prendendo un po’ in giro la situazione.
Dopo il vostro suggerimento su Instagram abbiamo aggiunto anche la sezione “sfoghi”, dove gli utenti possono lasciare una lamentela breve e libera sul caldo. Ci sembrava un’ottima osservazione, perché rende il sito molto più umano e divertente rispetto ai soli pulsanti.“
I commenti più divertenti che avete ricevuto? “La sezione sfoghi è online da pochissimo, quindi ne stanno arrivando ancora pochi, ma alcuni sono già molto in tema. Uno che ci ha fatto ridere è:
‘Non si può studiare con sto caldo … dovrebbe essere ILLEGALE‘
Che secondo noi riassume perfettamente la situazione di chi è in sessione, lavora o deve semplicemente usare il cervello sopra i 30 gradi.
Un altro sfogo riguarda il mistero delle persone famose che nelle foto estive non sudano mai. Attori, cantanti, politici, tutti perfetti sotto il sole, mentre noi sudiamo anche stando fermi. È un dubbio serio, quasi scientifico.
‘Com’è possibile che i politici/attori/personaggi famosi non sono mai sudati agli eventi o nelle foto?‘
Grazie ancora per l’interesse e per lo spunto sugli sfoghi, alla fine avete contribuito anche voi a migliorarlo!”









