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Vacanze 2026, dove NON andare per NON incontrare tutti gli altri italiani

Sardegna, Grecia, Baleari, Giappone e fiordi norvegesi guidano le prenotazioni di quest'estate. Non vorrete mica finire lì anche voi?!
28 Luglio 2026

La classifica dell’Osservatorio ASTOI per quest’estate 2026 ci ha fatto gridare: “Non ci avrete!”. Innanzitutto, che min***a è ASTOI? È l’Associazione dei Tour Operator Italiani e ciclicamente spara dati su dove le persone chiedono di andare: in pratica, ogni volta che prenotate un albergo, un treno o un aereo loro prendono nota e… taaaac! Sanno dirti i posti preferiti: in pratica, quelli in cui poi trovate il mondo. Quindi noi ci siamo presi la classifica e abbiamo organizzato le ferie al contrario. Se voi siete meno imbruttiti e più socievoli, andate pure dove vi porta l’ASTOI.

Il nostro è un criterio (per nulla scientifico) che abbiamo chiamato “coefficiente di italiani intorno” e misura la probabilità di spendere migliaia di euro e attraversare uno o più fusi orari per poi ritrovarsi a cena con qualcuno che abita a tre fermate di metro da casa nostra. Ovviamente, questo accade più spesso quando scegliete una destinazione considerata sicura, facile da raggiungere e… presente nei cataloghi dei tour operator.

Quest’anno le prenotazioni sono andate un po’ “ad minchi4m” per via della guerra fra Stati Uniti e Iran e sono ancora sotto di un 5% rispetto all’anno scorso. Però poi, passati i dubbi sul carburante degli aerei e su eventuali spazi aerei chiusi, abbiamo ricominciato a prenotare: certo, un po’ più attenti del solito, con un occhio alle assicurazioni e alle clausole per gli eventuali rimborsi… E guarda un po’, sta finendo che le destinazioni preferite sono più o meno le stesse per tutti. Prudenza di massa che si trasforma in overtourism non appena atterrati in spiaggia.

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Il coefficiente di italiani intorno parte ovviamente altissimo in Italia, dove le prenotazioni sono salite di circa il 3% e Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia vanno alla grande. Tutte regioni belle grandi, per carità, solo che tutti vogliono andare sulle spiagge che hanno visto su Instagram nel 2025, quindi via tutti in Salento, Costa Smeralda, Tropea e Taormina e ciaone alla “caletta segreta e sconosciuta”.

La concentrazione non è un’impressione da bagnanti irritabili come noi. Pheega, se n’è accorta pure l’Istat: nel 2024 i primi cinquanta comuni turistici italiani hanno raccolto 197,4 milioni di pernottamenti, il 42,3% del totale nazionale. Quasi metà del nostro turismo si ammassa dunque in una porzione minuscola del Paese, mentre centinaia di località cercano ancora di capire come convincere qualcuno a fermarsi almeno a pranzo. Eppure sarebbe così semplice: basterebbe spostarsi dalla costa verso l’interno e muoversi dalle località da selfie verso la Barbagia, la Sila, il Pollino o l’Alta Murgia. In pratica, tirate dritto per un’altra ora quando il navigatore sostiene che siete arrivati.

Baleari e Grecia, solitudine organizzata

A forza di postare foto da Formentera, Ibiza, Santorini e Mykonos (colpa anche di noi Milanesi, va detto) ecco che Baleari e Grecia sono diventate le mete più richieste nel Mediterraneo, insieme all’outsider Tunisia. Alle Baleari nei primi cinque mesi del 2026 sono arrivati 5,4 milioni di turisti, il 3,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Solo a maggio gli arrivi sono stati 2,4 milioni e l’agenzia turistica regionale ha calcolato una densità di 486,6 turisti per chilometro quadrato. Gli arrivi dall’Italia erano in calo del 19,8%, ma il resto del mondo si era prontamente offerto di occupare i posti che avevamo lasciati liberi.

Con il numero di isole della Grecia di mare ce ne sarebbe per tutti, ma anche qui: sembra che ci sia una Grecia “delle isole top” e una Grecia che non compare nei reel al tramonto. In alcune isole – Corfù, Kos, Rodi, Kalymnos e Karpathos – ci sono stati tra i 115 e 145 pernottamenti turistici per residente, contro una media europea di sei. Quindi, ok se volete andare in Grecia, ma almeno evitate l’equazione “agosto + una di queste isole + escursione giornaliera”. Sennò poi non vi lamentate delle code anche per lo tzatziki.

In Giappone per mettersi in coda

Chi pensa di risolvere il problema aumentando la distanza con l’Italia dovrebbe controllare il coefficiente di italiani extra UE. Giappone e Cina sono le destinazioni di lungo raggio più richieste dagli italiani, però sicuramente trovate più facilmente qualcuno che ha visitato Shangai anziché Chengdu. Poi ci sono Africa orientale, Repubblica Dominicana, Messico e Sudamerica. I pacchetti possono superare i 4.000 euro a persona: una cifra importante per conquistare il privilegio di fotografare la nuca di qualcun altro.

Il Giappone ha accolto nel 2025 il record di 42,7 milioni di visitatori internazionali, il 15,8% in più rispetto all’anno precedente (lo dice la Japan National Tourism Organization). A Kyoto viene addirittura aggiornata una mappa online con le previsioni di affollamento, basata anche sulla localizzazione degli smartphone. Quando per visitare un tempio serve il “meteo turistico” qualche dubbio ce lo facciamo venire.

Tokyo

Questo non rende impraticabile il Giappone, ma rende sconsigliabile percorrere tutti insieme la medesima “Golden Route” Tokyo-Kyoto-Osaka e preferibile optare per mete come Iwate, Toyama, Fukui e Tottori. Non sapete dove ca*** sono? E infatti ci andate per scoprirlo! Il principio dell’undertourism torna utile anche qua, sennò avete attraversato mezzo mondo per trovarci l’altro mezzo.

La folla appresso

Il coefficiente di italiani intorno raggiunge il massimo in crociera, tipologia di viaggio in crescita anche se Love Boat ha finito le repliche da un pezzo. La richiesta più alta è per il Mediterraneo e per i fiordi norvegesi e Capo Nord (ve l’abbiamo raccontata la coolcation, no?!). Costi prevedibili, assistenza e organizzazione gli aspetti preferiti: certo, anche la folla però, prevedibile e perfettamente organizzata come voi. Non dovete temerla, perché viaggia con voi, fa colazione allo stesso orario, sbarca nello stesso porto. È l’overtourism che si dà appuntamento sul ponte numero sette.

Quest’anno hanno perso prenotazioni Medio Oriente, Golfo Persico, Oceano Indiano, Sud-est asiatico e Nord America (non ci sono andati nemmeno i tifosi per i Mondiali!), ma certo non significa che queste siano automaticamente mete ideali per non trovare altra gente. Pesano la guerra, le rotte aeree, gli scali nel Golfo e i costi, ma i sedili vuoti su un aereo non significano automaticamente turismo sostenibile.

La verità è che possiamo provare a scegliere mete remote e meno sviluppate e creare itinerari alternativi, ma fino a quando il periodo delle ferie sarà per tutti 01/08 – 21/08 (e dintorni) allora sarà molto difficile non trovare nessuno in giro. Ma in fondo ci piace così, altrimenti di che cosa possiamo lamentarci a partire dal 22 agosto?

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