Nel 2024 sguazzò per mesi nelle polemiche sulla sua Crazy Pizza, cara – a suo dire – solo per chi non volesse considerare i costi delle materie prime di altissima qualità, l’entertainment dei locali e le loro venue, sempre prestigiose. E mo’ Flavio Briatore che fa?! Rompe il ca*** a un mastro gelatiere di Ruvo di Puglia e dà dei cretini ai suoi clienti perché disposti a mettersi in fila per un cono da 95€. Ma scusa, Flavio, le experience le puoi vendere solo tu?!
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Riassuntino veloce per chi ha perso l’inizio del polemicone rovente. A Pomeriggio 5 il geometra di Verzuolo dichiara: “Se uno è cretino che paga un gelato da 70 euro perché c’è la foglia d’oro, rimane un cretino“. I cretini in questione sono i clienti disposti ad acquistare lo “Scettro del Re”, il cono che la gelateria Mokambo di Ruvo di Puglia prepara con latte murgiano, uova di galline allevate in campagna, pregiatissimo zafferano iraniano Sargol e una foglia d’oro alimentare. Inizialmente il suo prezzo era di 70 euro (quelli citati da Briatore appunto) ma il prodotto viene proposto adesso a 95. Chiaro, non è un dessert per tutti e non è il gelato che scendi a prendere al bar quando schiumi dal caldo. Però, come ha spiegato al Corriere del Mezzogiorno il titolare del Mokambo, Vincenzo Paparella, l’offerta c’è da otto anni ed è unica nel suo genere, perché gli altri gelati che vende sono intorno ai cinque euro. Insomma, il listino è pubblico e nessuno viene circuito facendogli credere che pagherà un cono tre euro, né poi costretto a pagarne molti di più.
Quelli che Briatore chiama “cretini” sono più di duemila persone che avrebbero già provato lo “Scettro del Re” e altre 148 sarebbero in lista d’attesa, con prenotazioni fino alla fine di settembre. I clienti si sono mossi da Stati Uniti, Giappone, Australia e diversi Paesi europei per raggiungere una cittadina che non si trova precisamente sulle rotte più battute d’Italia. Paparella ha risposto elegantemente a Briatore usando proprio il suo argomento preferito: “Chi sceglie Crazy Pizza non paga soltanto una pizza, ma un’esperienza. Lo stesso accade da noi. Se uno vuole mangiare una buona Margherita, va nella pizzeria di fiducia sotto casa. Se invece desidera vivere qualcosa di diverso, sceglie un’esperienza. Sono due cose differenti e perfettamente legittime”. Paparella si è poi mostrato un vero galantuomo con il collega imprenditore: “Lo invito con tutto il cuore a Ruvo. Prima venga a conoscere la nostra realtà e ad assaggiare il gelato, poi sarà libero di esprimere qualsiasi giudizio”.
Per favore, però, signor Paparella, lo Scettro del Re glielo faccia pagare. Non di più, ma il giusto, perché l’experience sia uguale per tutti… anche se per Briatore sembrano avere un valore diverso a seconda di chi se le inventa. Cioè, se gli altri vendono una margherita a quattro o cinque euro, lui chiede sospettoso quali ingredienti utilizzino; se la vende lui a 19 euro, è un’esperienza; se un altro propone un gelato a 95€, il cliente diventa un cretino. Flavio, di’ la verità che un po’ te rode… Ma non eri tu che spiegavi alla Puglia che è “meglio avere turisti ricchi che poveri” e che più denaro viene lasciato sul territorio, meglio è? E guarda un po’ la gelateria Mokambo sta in una cittadina che non ha né l’autostrada, né l’alta velocità, né l’aeroporto, eppure attira clienti internazionali disposti a mettersi in lista di attesa e organizzare un viaggio apposta per arrivarci il giorno giusto. Lo “Scettro del Re” realizza esattamente il tuo modello turistico, solo che non ci guadagni un ghello e allora metti il muso.
Ma poi tu che fai la morale per come la gente spende i soldi? Quando qualche tempo fa hai detto di non capire come una famiglia di quattro persone possa vivere con quattromila euro al mese. Speriamo che nel frattempo qualcuno ti abbia detto che non sono nemmeno quelli messi peggio. Quindi Flavio, noi continueremo a sperare di fare tutto il cash che hai fatto tu, così da poter essere così cretini da mangiarci una pizza da 69 euro in uno dei tuoi Crazy Pizza oppure un cono da 95 euro a Ruvo di Puglia.









