Skip to content
A Riccione c’è un lido dove il lettino costa 4 euro e l’ombrellone è gratis: la scelta rivoluzionaria di Guerrino Ricci / A 82 anni fa approvare la legge sugli alcolici nelle case di riposo, anche i nonni potranno sbocciare / Nostalgia canaglia, ma quanto fattura! Il mercato dei ricordi anni ’90 vale 500 miliardi / Fedez in ospedale a Milano, è arrivato in ambulanza: cosa è successo e come sta / Da architetto a cuoco in bici a Milano: la “bella storia” di Federico Zucchi (Distrada) / Ma portarsi la schiscia in spiaggia è vietato oppure no? Il caso (tutto italiano) finisce sul Guardian / Solo per dirvi che in Cina sta nascendo un hotel gestito solo da robot / Come Milano ha trasformato l’healthy in un modello di business / 5 cose che Milano ha perso (e con cosa le ha sostituite) / Staccare? Quando mai! Siamo un paese di dipendenti sempre reperibili: l’85% lavora anche quando sta male / A Riccione c’è un lido dove il lettino costa 4 euro e l’ombrellone è gratis: la scelta rivoluzionaria di Guerrino Ricci / A 82 anni fa approvare la legge sugli alcolici nelle case di riposo, anche i nonni potranno sbocciare / Nostalgia canaglia, ma quanto fattura! Il mercato dei ricordi anni ’90 vale 500 miliardi / Fedez in ospedale a Milano, è arrivato in ambulanza: cosa è successo e come sta / Da architetto a cuoco in bici a Milano: la “bella storia” di Federico Zucchi (Distrada) / Ma portarsi la schiscia in spiaggia è vietato oppure no? Il caso (tutto italiano) finisce sul Guardian / Solo per dirvi che in Cina sta nascendo un hotel gestito solo da robot / Come Milano ha trasformato l’healthy in un modello di business / 5 cose che Milano ha perso (e con cosa le ha sostituite) / Staccare? Quando mai! Siamo un paese di dipendenti sempre reperibili: l’85% lavora anche quando sta male
CONDIVIDI:
Link copiato!

Da architetto a cuoco in bici a Milano: la “bella storia” di Federico Zucchi (Distrada)

Ora del Covid Federico Zucchi s'è detto: "Sai che in fondo cucinare mi tocca comunque e subirmi i cantieri invece no?!" Così si è disegnato un mezzo speciale e adesso promuove Milano e la buona tavola pedalando.
21 Luglio 2026

Gente che cambia strada nella vita ne abbiamo incontrata parecchia. Di solito raccontano il cambiamento come un piano B divenuto improvvisamente A, ma la verità è che il piano B che diventa A nasce sempre da un piano MSRC: Mi Sono Rotto il Ca***. Certo, Federico Zucchi non la racconterebbe così: la sua voce è così dolce e allegra da farci chiedere immediatamente che genere di anticorpi possa avere per essere uno che vive a Milano da anni. Certo, è emiliano, ma anche io lo sono, eppure mi sono imbruttita perfettamente. Federico no. Federico sicuramente si era rotto il ca*** di quello che faceva (l’architetto) ma lui non te lo racconta così: lui ti spiega che “c’è sicuramente più gratificazione nel mondo grazie al cibo che non grazie alla progettazione” e quindi ha deciso di cambiare strada. E si è inventato Distrada.

Com’è andata? Durante il Covid (la più grande fucina di Piani B degli ultimi anni) ha deciso di cambiare strada. “Non ne potevo più dell’omologazione degli architetti a Milano, tutti in nero con un cocktail in mano a un evento inutile, tutti con la borsa nera di cotone… Ammetto che lo faccio ancora anche io, ma almeno non sono più architetto. Era giusto mettersi su un binario diverso per la vita“, racconta. Però non ha deciso di fare il tram, bensì il cuoco, anche in bicicletta. Da un lato si è formato alla scuola fondata da Gualtiero Marchesi e oggi lavora come chef al Nodo Bar, in zona NoLo. In parallelo, visto che comunque disegnare gli piace, ha pensato di unire i puntini e mettere insieme i progetti, il cibo, la bicicletta e Milano: si è disegnato una sorta di cargo bike e l’ha fatta realizzare su misura da Marco, produttore specializzato di Modena. Il risultato? Una piccola cucina compatta con piano di lavoro, bruciatore a gas per rigenerare preparazioni già pronte, polibox per mantenere il freddo per tre o quattro ore e perfino un lavamani. L’obiettivo? Offrire esperienze gastronomiche in giro per la città senza essere il solito street food birrozzo e salamelle. Niente contro il birrozzo e la salamella, chiaro, ma è giusto anche proporre altro e altrove. “Non è stata una questione economica. Ho sempre visto l’architetto come una figura che gestisce progetti, risolve problemi e crea cose in modo sostenibile. Immaginavo di cambiare la vita delle persone e invece, alla fine, faccio tutto questo in cucina.

Federico infatti o partecipa come catering a eventi altrui, oppure guida dei piccoli tour in giro per le strade e le piazze meno battute, anche per una questione di sicurezza, trasformando dei punti di approdo insoliti in ristoranti a cielo aperto. “Non ho lasciato un lavoro alla scrivania in cui faccio parte di un team di 100 persone per andare a costruire un nuovo team di 100 persone. L’idea è rimanere piccoli, sani e sereni.” Sono spazi laterali, che di solito attraversiamo un po’ sbadati e che raramente finiscono su Instagram: una scalinata, una panchina, un piccolo anfiteatro urbano, un angolo di quartiere spawnato all’improvviso… ed ecco che lì Federico si ferma e la bici diventa cucina, banco, piano di lavoro e punto di ristoro. “Usiamo l’arredo urbano in modo nuovo”, spiega: Milano fornisce la scenografia e Federico l’apparecchia con il cibo e i suoi racconti, provando a convincerci che lo spazio pubblico non serve solo a parcheggiare male. Ah no?!

La formula è variabile, come l’umore. Ci si può aggregare a un gruppo, oppure organizzare un giro con amici, colleghi, clienti, persone con cui si vuole fare qualcosa di diverso dal solito aperitivo in piedi con patatine mollicce. Ogni percorso può essere costruito su misura, perché Distrada non è pensato solo in tour. Può diventare anche un evento o parte di un evento: in un cortile, in un ufficio, in uno spazio aziendale, in un luogo da allestire con una cucina temporanea e molta meno plastica emotiva del catering standard. Che lo viviate come tour gastronomico, aperitivo ambulante, evento su misura o piccola dichiarazione d’amore per Milano (ma senza il pippone della “capitale europea di sta cippa” Distrada vi farà cambiare prospettiva. Anche rispetto alla possibilità di avere una filiera agricola molto creativa e più vicina di quanto immaginate.

Il cibo, infatti, è scelto con un’idea precisa: “a distanza di bicicletta”, dice Federico; una specie di “chilometro zero” versione metropolitana, più realisticamente “chilometro 10”. Perché anche Milano, dietro la corazza di cemento, acciaio e vetro, ha una campagna molto più vicina di quanto sembri. Ci sono piccole aziende nel Parco Sud, formaggi prodotti a pochi chilometri, funghi coltivati in spazi sotterranei, torrefazioni, luoghi dove raccogliere ciliegie con le proprie mani.

Il prototipo della bicicletta, racconta Federico, è costato circa seimila euro. “Va benissimo”, dice, e non era scontato. Anche perché cucinare in strada non significa semplicemente uscire con una padella e sperare nella benevolenza dei vigili. “La bici rispetta i regolamenti vigenti. Se non fossi stato architetto sarebbe stato complesso”, spiega. E qui viene fuori uno degli aspetti più interessanti del progetto: Distrada nasce anche “dal grigio delle regole”, da quello spazio in cui la legge non prevede tutto e bisogna capire come muoversi senza fare il furbo, ma anche senza arrendersi al primo modulo. Insomma, un po’ di metodo creativo da architetto Federico se lo porta sempre dietro: “La testa non ha fatto tabula rasa. Prima sceglievo i mattoni e le piastrelle, adesso scelgo i peperoni e i pomodori”.

Milano non è una città che si mostra subito, non apri la finestra e dici “Oddio, bellissimo!”. Molti degli spazi più belli sono cortili privati, quindi per scoprirla devi letteralmente fare il passo oltre la porta, oltre il cancello, magari oltre la transenna“.

Il pubblico ideale? Non necessariamente i turisti, anzi. Distrada sembra pensato soprattutto per chi a Milano ci vive e proprio per questo ha smesso di guardarla. Per chi fa sempre le stesse strade, conosce tre quartieri e crede che il resto della città sia solo una zona da attraversare per arrivare da qualche parte. “È per vivere la città quotidiana in un modo diverso”, dice Federico. Capito? Se vedete una cargo bike che guida un gruppetto di ciclisti, guardatela anche voi con occhi diversi: fattura pedalando… quindi non fate i soliti stronzi che si attaccano al clacson, please!

CONDIVIDI:
Link copiato!