Un’ex cava di 40mila metri quadrati trasformata in un grande spazio verde dove natura e musica si incontrano. Succederà a Milano, in via Quarenghi, dove è in progetto Plantasia, un nuovo “parco sonoro” nato dall’incontro tra Elisa e Giovanni Caccamo e le rispettive organizzazioni non profit, Fondazione Lotus ETS e Youth & Future – Parola ai Giovani APS.
L’area scelta è di proprietà del Comune di Milano e l’idea va parecchio oltre il classico recupero di uno spazio abbandonato. Qui il verde avrà infatti anche un ruolo nell’esperienza sonora e musicale del parco. Un progetto decisamente particolare, che al momento si trova ancora nelle sue fasi iniziali.
Vediamo cosa sappiamo.
Cos’è Plantasia, il nuovo parco sonoro di Milano
Partiamo dal luogo. Plantasia sorgerà nell’ex cava di via Quarenghi, nella zona ovest di Milano, su una superficie complessiva di circa 40mila metri quadrati.
L’obiettivo è recuperare l’area creando uno spazio in cui ambiente, musica, cultura e partecipazione convivano. La particolarità sta soprattutto nell’utilizzo della fitoacustica, disciplina che studia il rapporto tra piante e suoni. Non ci aspettiamo quindi che si piantino alberi, due panchine e stop: la natura stessa dovrebbe diventare parte dell’experience musicale del parco.
Prima di arrivarci, però, c’è un passaggio fondamentale da affrontare.
Il progetto si trova infatti nella fase delle indagini preliminari, necessarie per preparare la sperimentazione del fitorimedio. Si tratta di una tecnica che utilizza determinate piante per contribuire al recupero di terreni degradati o contaminati.
In questo caso, quindi, il verde avrà una doppia funzione: contribuire alla rigenerazione dell’area e diventare parte integrante dell’identità futura di Plantasia.
Plantasia, spazio per giovani e artisti
Al centro del progetto ci sono anche i giovani, chiamati a diventare protagonisti delle attività e della vita futura del parco.
A spiegarne la filosofia è Giovanni Caccamo, fondatore di Youth & Future – Parola ai Giovani APS:
“Per anni abbiamo chiesto ai giovani quale futuro volessero costruire e come poterlo fare. Oggi iniziamo a creare luoghi nei quali questi orizzonti prendano vita. L’incontro con Elisa e con Fondazione Lotus nasce proprio da questa esigenza: mettere in relazione il cambiamento sociale con quello ambientale e spirituale. Plantasia è un esempio concreto di questa visione: un luogo nel quale la cura della terra può diventare anche cura delle comunità”.
Una visione condivisa da Elisa, fondatrice e presidente di Fondazione Lotus, che vede nel progetto anche la possibilità di lasciare qualcosa di concreto alla città attraverso la musica:
“La sostenibilità non può essere soltanto una parola e nemmeno soltanto un intervento sul territorio. Deve diventare cultura, partecipazione, responsabilità condivisa. Plantasia nasce dalla volontà di lasciare una legacy concreta attraverso la musica e oggi, grazie all’incontro con Youth & Future, può diventare anche uno spazio in cui i giovani siano protagonisti del cambiamento. È questo il futuro che vorrei contribuire a costruire”.
Musica, ambiente e nuove generazioni, quindi. Tre mondi che a Plantasia dovrebbero incontrarsi nello stesso spazio.
Quanto costa Plantasia e a che punto è il progetto
Per ora siamo ancora nella fase di studio e sperimentazione.
Il Comune di Milano ha già impegnato circa 300mila euro per realizzare il piano di caratterizzazione ambientale e l’analisi di rischio sito-specifica dell’ex cava.
A questi si aggiungono i fondi raccolti privatamente dalle organizzazioni non profit coinvolte nel progetto: al momento la cifra ha raggiunto 136mila euro, con l’obiettivo di arrivare a 200mila euro entro il 31 dicembre 2026.
Le risorse serviranno a finanziare una prima sperimentazione su una porzione dell’area compresa tra 1.700 e 2.000 metri quadrati.
Siamo quindi ancora parecchio lontani dal vedere Plantasia nella sua forma definitiva, ma il primo step è partito. E considerando che si parla di recuperare un’ex cava trasformandola in un parco dove piante, musica e giovani artisti diventano parte dello stesso progetto, vale sicuramente la pena tenere d’occhio cosa succederà nei prossimi mesi.









