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Rientro dalle ferie, a settembre aumentano le chiamate allo psicologo

Settembre resta un mese particolare anche sul fronte della salute psicologica. E per molti diventa il momento in cui decidere di chiedere aiuto.
2 Settembre 2026

Settembre ha quella simpatica capacità di arrivare ogni anno nello stesso momento e coglierci comunque impreparati. Un giorno sei in modalità ferie, quello dopo hai già la casella mail piena, la sveglia puntata e una discreta voglia di chiederti che cosa vuoi dalla vita.

Il rientro dalle vacanze può portarsi dietro un po’ di disorientamento, ansia e quello che viene spesso definito post vacation blues. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, sembra durare poco: secondo i dati raccolti da Unobravo, la sensazione di spaesamento dopo le ferie viene segnalata da uno psicologo su cinque e per il 65,6% dei professionisti si raggiunge abbastanza rapidamente un nuovo equilibrio.

Settembre, però, resta un mese particolare anche sul fronte della salute psicologica. E per molti diventa il momento in cui decidere di chiedere aiuto.

Settembre, better call psicologico

Unobravo, servizio di psicologia online che conta su una rete di circa 9.500 professionisti, ha rilevato che quasi il 70% degli psicologi con cui collabora registra a settembre un aumento significativo delle richieste da parte di persone che vogliono iniziare un percorso psicologico.

Del resto, il mese si presta bene ai grandi propositi. Si torna dalle ferie, ripartono lavoro e routine e scatta quel mood da nuovo inizio che conosciamo bene: palestra, dieta, agenda nuova, buoni propositi e magari anche la decisione di affrontare qualcosa che continuiamo a rimandare.

C’è però un altro dato interessante: uno psicologo su tre osserva che alcuni dei nuovi pazienti abbandonano il percorso dopo poche sedute. Partire, insomma, sembra più facile che continuare.

Il lavoro ci stressa, ma pure le relazioni

Viene spontaneo pensare che dietro al boom settembrino ci sia soprattutto lui: il rientro in ufficio. In realtà, dai dati emerge uno scenario diverso.

Tra le motivazioni che portano a iniziare un percorso psicologico dopo l’estate, al primo posto ci sono le relazioni affettive e personali, indicate dal 31% degli psicologi. Seguono le transizioni di vita, con il 24,4%.

Il rientro al lavoro arriva soltanto al terzo posto, con il 17,3%.

Quindi sì, riaprire Outlook dopo tre settimane può essere traumatico, ma evidentemente nella vita abbiamo sbatti un po’ più complessi della mail con oggetto “Gentile reminder”.

Terapia anche in vacanza

C’è poi un altro cambiamento interessante: le ferie coincidono sempre meno con una pausa dalla terapia.

Il 35,5% degli psicologi racconta che i pazienti impegnati in un percorso di supporto da più di sei mesi chiedono espressamente di proseguire le sedute anche durante l’estate.

Per più di un paziente su due conta soprattutto la possibilità di mantenere una routine già consolidata e dare continuità al rapporto terapeutico, percepito come uno spazio sicuro da preservare anche quando cambiano orari, luoghi e abitudini.

Come spiega Corena Pezzella, psicoterapeuta e Clinical Manager di Unobravo:

«Sono sempre più i pazienti che chiedono di non interrompere le sedute in estate. Per alcuni la seduta può diventare un punto di riferimento anche in un periodo che, pur associato al riposo, comporta comunque cambi di routine e minore prevedibilità».

Insomma, essere in ferie significa staccare dall’ufficio. Da tutto il resto della vita, un po’ meno.

Che succede dopo l’estate

Anche quando una pausa estiva c’è stata, nella grande maggioranza dei casi il percorso psicologico riprende regolarmente.

Circa il 92% degli psicologi intervistati segnala infatti che le interruzioni definitive dei percorsi già avviati riguardano soltanto una piccola parte dei pazienti. E almeno in un caso su quattro la fine delle sedute rappresenta semplicemente la naturale conclusione del percorso.

Il rientro dalle vacanze resta quindi un momento delicato, ma anche un’occasione per rimettere un po’ di ordine nelle proprie priorità. Il post vacation blues passa generalmente in fretta; altre questioni, invece, possono richiedere più tempo.

E forse settembre serve anche a questo: oltre a ricordarci tutte le password che abbiamo dimenticato ad agosto, a capire da dove vogliamo ripartire.

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