Skip to content
Mamma multata di 1.000 euro perché ha portato i figli in vacanza durante la scuola: «In estate non posso, lavoro» / Milano senza auto e con più alberi? C’è una pagina Instagram che ce la fa vedere grazie all’AI / Alessandro Di Battista, “prendo medicine tutto il giorno, casa mia mix tra MasterChef e Un medico in famiglia” / Stefano Margaritora, chi è il chirurgo che ha operato Papa Leone XIV / Incredibile! Milano è ancora la città più cara d’Italia per comprare casa (ma gli affitti rallentano) / La Sagra Imbruttita fa il bis! Il 24 e 25 ottobre si torna a Bergamo tra sfide culinarie, karaoke e party anni 2000 / No vabbè, il gender pay gap arriva pure nell’AI: gli assistenti «donna» pagati il 10% in meno / A Milano servono 10 anni e mezzo di stipendio per comprare una casa di 80 mq. Tutto bene, grazie / Come ti svolto il weekend: a Bergamo arriva la sagra con polenta taragna, zucca e funghi / Le sagre di ottobre in Lombardia: 11 appuntamenti da non perdere / Mamma multata di 1.000 euro perché ha portato i figli in vacanza durante la scuola: «In estate non posso, lavoro» / Milano senza auto e con più alberi? C’è una pagina Instagram che ce la fa vedere grazie all’AI / Alessandro Di Battista, “prendo medicine tutto il giorno, casa mia mix tra MasterChef e Un medico in famiglia” / Stefano Margaritora, chi è il chirurgo che ha operato Papa Leone XIV / Incredibile! Milano è ancora la città più cara d’Italia per comprare casa (ma gli affitti rallentano) / La Sagra Imbruttita fa il bis! Il 24 e 25 ottobre si torna a Bergamo tra sfide culinarie, karaoke e party anni 2000 / No vabbè, il gender pay gap arriva pure nell’AI: gli assistenti «donna» pagati il 10% in meno / A Milano servono 10 anni e mezzo di stipendio per comprare una casa di 80 mq. Tutto bene, grazie / Come ti svolto il weekend: a Bergamo arriva la sagra con polenta taragna, zucca e funghi / Le sagre di ottobre in Lombardia: 11 appuntamenti da non perdere
CONDIVIDI:
Link copiato!

Mamma multata di 1.000 euro perché ha portato i figli in vacanza durante la scuola: «In estate non posso, lavoro»

Ecco la storia di una mamma che gestisce un locale e non può portare i figli in vacanza in estate
15 Ottobre 2026

Premessa: in Gran Bretagna, durante l’anno scolastico, le famiglie tendono a non organizzare vacanze fuori programma. Non perché siano particolarmente ligie al dovere, sia chiaro, ma perché la frequenza è un obbligo vero (anche se vai in una scuola privata) e le assenze devono essere giustificate o autorizzate: malattia, cause inevitabili, circostanze eccezionali. Addirittura, se un allievo accumula un tot di assenze non autorizzate, ai genitori arriva una penalty notice… una multa, calcolata per ciascun genitore e per ciascun figlio. Quindi, niente settimana al mare a settembre perché costa la metà di agosto, ad esempio.

Stiamo parlando di un Paese in cui le vacanze scolastiche sono distribuite in maniera meno monolitica che in Italia, dove – ahinoi! – c’è l’infilata natalizia, il contentino pasquale, se va bene qualche ponte, e poi tre mesi estivi che non si riescono a smuovere neanche con le bombe. Eppure, evidentemente anche nel Regno Unito la distribuzione delle vacanze non soddisfa tutti e qualcuno si trova a fare i conti – calcolatrice alla mano – su ciò che conviene di più: la multa della scuola o il viaggio in alta stagione?

Per Hannah Davison – 34 anni, quattro figli e un’attività stagionale nello Yorkshire – il dilemma non è però solo economico. Lei ha un problema con il calendario, perché la scuola è chiusa quando lei deve lavorare ed è aperta quando lei potrebbe (e vorrebbe) portare i figli in viaggio. Così, l’anno scorso ha deciso di fregarsene andando in ferie coi bambini durante la scuola e ricevendo poi una multa da 480 sterline. Non è morto nessuno e quest’anno ha deciso di rifarlo. Canticchiando Oops, I did it again di Britney Spears (questo ovviamente lo immaginiamo noi) a settembre 2026 ha portato tutti in Grecia e ora si aspetta una sanzione addirittura doppia, da 960 sterline.

Ristoratrice e pescatore = lavoro estivo

Davison gestisce un pittoresco bar sulla costa dello Yorkshire ricavato in una vecchia rimessa per le scialuppe di salvataggio. Il marito, invece, fa il pescatore. E a parte la notizia che qualcuno lavora ancora fuori da un ufficio, per loro significa che in luglio e agosto non possono portare in vacanza i ragazzi liberi dalla scuola, perché sono nel pieno della stagione lavorativa.

Quindi? Quindi si è rotta le balle. Tenere i figli a casa una settimana per fare un’esperienza tutti insieme – si è detta – non è menefreghismo, né tantomeno istigazione all’assenteismo. Dopo un’intera estate in cui affida i bambini a nonni e amici, oppure se li tiene nel locale mentre lavora, a settembre le viene voglia di staccare un po’ insieme a loro e viene anche da essere comprensivi.

L’amministrazione locale, però, la pensa diversamente e fa i conti della serva: cinque giorni di vacanza non autorizzata equivalgono a dieci sessioni scolastiche perse, soglia oltre la quale può scattare la sanzione. L’anno scorso Hannah e famiglia erano alla prima violazione, quindi si sono ritrovati con una sanzione di 160 sterline per genitore e per figlio (loro 2 genitori e 3 figli in età scolastica), ridotte a 80 se pagata entro 21 giorni: totale 480 sterline. Alla seconda violazione entro tre anni (per loro questo settembre) niente sconto: 160 sterline a testa, quindi in tutto 960 sterline. Alla terza violazione in tre anni non è più prevista un’altra multa ma potrà essere presa in considerazione un’azione giudiziaria. Dunque l’anno prossimo Hannah e famiglia avranno un dilemma ancora più interessante da risolvere.

Mezzo milione di multe in un anno

Certo, in Italia con questo sistema le amministrazioni pubbliche salderebbero qualunque buco di bilancio… ma anche in Gran Bretagna gli assenteisti procurano bei soldini alle casse dell’amministrazione. Nell’anno scolastico 2024/25 in Inghilterra sono stati emessi 492.800 penalty notices per assenze non autorizzate: di questi, 459.300 (93%) riguardavano vacanze familiari durante il periodo scolastico.

E infatti un sondaggio YouGov del giugno di quest’anno ha rivelato che il 45% dei genitori britannici intervistati con figli sotto i 16 anni aveva già portato almeno una volta un figlio in vacanza durante il periodo scolastico. Ma perché? il 53% indicava tra le ragioni il minor costo del viaggio, il 42% quello dell’alloggio; il 24% citava impegni familiari o lavorativi. Quindi Hannah, quando pagherai non sarai certo sola.

In Italia le cose sono diverse, ma i genitori non possono decidere se e quando mandare i figli a scuola a caso. Certo, non abbiamo un sistema di multe e questo favorisce “l’aumm aumm”, ma dal 2023 il dirigente scolastico deve “individuare gli alunni soggetti all’obbligo che risultano assenti per più di 15 giorni, anche non consecutivi, nell’arco di tre mesi senza giustificati motivi“. A quel punto parte una procedura che coinvolge la famiglia e, se la frequenza non riprende, addirittura il sindaco. E se insistono, dopo l’ammonimento arrivano le conseguenze penali.

Quindi, un po’ più flessibili ma non proprio con gli occhi foderati di prosciutto. Siamo curiosi di sapere che cosa deciderà di fare Hannah il prossimo anno. Voi che cosa fareste al suo posto?

CONDIVIDI:
Link copiato!