Che sedersi a bere qualcosa in piazza San Marco a Venezia non sia esattamente un’attività low cost lo sappiamo. Stavolta, però, a far “sorridere” una turista toscana davanti a un conto da 72 euro è stata soprattutto una voce comparsa sullo scontrino: “Supplemento musica, 7 euro”.
La protagonista della storia è una donna di Lucca che martedì, insieme a un’altra persona, si è fermata al Caffè Florian, storico locale veneziano affacciato su piazza San Marco. Due cose da mangiare, due Spritz e un po’ di musica dal vivo: totale, 72 euro. Fiiiiga!
A Venezia 72 euro per un ape
Vediamo lo scontrino nel dettaglio, perché i prezzi meritano.
La coppia ha ordinato un toast classico da 15 euro, un croissant con pomodoro e mozzarella da 16 euro e due Aperol Spritz da 17 euro l’uno, per un totale di 65 euro.
A questi si aggiungono altri 7 euro di supplemento per l’accompagnamento musicale, che portano il conto finale a 72 euro. Ad accompagnare l’aperitivo c’era infatti una piccola orchestra composta da tre musicisti.
Prima di gridare allo scontrino selvaggio, però, c’è un dettaglio importante: il costo aggiuntivo per la musica era stato comunicato ai clienti. Sul tavolino era presente un dépliant che segnalava la possibile maggiorazione legata all’accompagnamento musicale. Nessun costo misterioso scoperto soltanto al momento di pagare, quindi.
A raccontarlo è stata la stessa turista:
«C’era una piccola orchestra composta da tre musicisti che suonava – spiega la donna –, allietando con le sue note la conversazione dei clienti del locale, con un depliant al tavolo che preannunciava questa possibile maggiorazione artistica del prezzo».
Del resto, la donna era perfettamente consapevole di essersi seduta in uno dei locali più conosciuti di Venezia, per di più in piazza San Marco. Qualche euro in più rispetto all’aperitivo sotto casa era quindi ampiamente preventivato.
A sorprenderla è stata soprattutto quella particolare dicitura sullo scontrino.
«Sapevamo che sedendoci ai tavoli di questo Caffè così rinomato e proprio in piazza San Marco, il prezzo sarebbe stato salato – dice –, ma quando ho letto quella voce sullo scontrino confesso che mi è scappato da ridere».
I turisti giapponesi basiti
La scena ha avuto anche un piccolo epilogo internazionale. Ai tavoli vicini sedevano alcuni turisti giapponesi che, almeno secondo l’impressione della donna, sembravano decisamente più perplessi davanti al supplemento.
«Attorno a noi – chiude la signora ironizzando – avevamo dei turisti giapponesi che invece mi sembravano un po’ più perplessi. Forse loro non l’hanno capito tanto bene il perché di quel supplemento».
Rimane solo la domanda che inevitabilmente ci facciamo davanti allo scontrino: voi, per un aperitivo così, li avreste spesi?









