A noi milanesi i 108 metri e mezzo della Madonnina sembrano già un’altezza più che rispettabile. Abbiamo acconsentito a qualche grattacielo un po’ più alto, ma solo perché le archistar potessero divertirsi un po’. Per questo, immaginare una passerella metallica sospesa a 204 metri su un canyon ci fa un certo effetto. Eppure, da sabato 24 ottobre, ce l’abbiamo nemmeno troppo lontana da casa. Basta andare a Tremenico (googlare Valvarrone, in provincia di Lecco) dove è stato inaugurato il Ponte dei Minatori, che secondo i costruttori non è solo figo di per sé, ma è anche il ponte pedonale sospeso più alto d’Europa.
Figo, ma soprattutto utile
Lungo 450 metri, collega Tremenico al borgo abbandonato di Lentrèe, dall’altra parte della valle. Sotto i piedi, attraverso il grigliato metallico della passerella, si vede – piccino piccino – il torrente Varrone. Sempre che abbiate il fegato di guardare in basso. Per costruirlo sono serviti oltre 500 giorni di cantiere, con un centinaio di tecnici e operai al lavoro per tirare funi portanti del diametro di 84 millimetri (8 centimetri e mezzo, dai) e del peso di 21 tonnellate ciascuna. Per questo la struttura dovrebbe resistere a raffiche di vento fino a 150 chilometri orari: perfetto per il prossimo team building avventura che dovete organizzare.
Siamo pronti a scommettere che non mancheranno i turisti a caccia di adrenalina e selfie a favore di Instagram, ma la finalità per cui è stato costruito il ponte è molto più “elevata” – è proprio il caso di dirlo: evitare lo spopolamento della zona. Tremenico infatti, oggi frazione di Valvarrone, un tempo contava diverse centinaia di abitanti che si sono ridotti ormai a poche decine: per quasi un secolo l’economia locale è stata legata alle miniere di feldspato del monte Muggio; quando hanno chiuso nel 2005, molti se ne sono andati altrove per cercare un nuovo lavoro.

E qui entra in gioco la storia di Cristian Adamoli, geologo originario di Tremenico: bisnonno e nonno impegnati nelle miniere locali, suo padre nello stabilimento minerario e lui direttore dello stesso. Comprensibile quindi che per il signor Cristian sia un grande dispiacere vedere queste zone spopolarsi. E allora, perché non fare un ponte contro lo spopolamento? L’idea viene a lui e a sua moglie Claudia Anselmini, ingegnera, che si sbattono per organizzare tutto quello che serve: permessi delle autorità locali, progetti, ma soprattutto finanziamenti. Secondo la stampa locale, solo di investimento privato nell’opera sono finiti quasi quattro milioni di euro.
La costruzione della passerella è un progetto parallelo a una più ampia riscoperta della zona, sostenuta anche da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. L’obiettivo è creare un itinerario turistico dedicato alla storia mineraria della valle, recuperando le vecchie miniere e il borgo di Lentrèe e creando un centro visitatori e interventi per favorire il loro arrivo. Sì, perché non è che la viabilità della zona sia proprio easy e i parcheggi non abbondano, lo ammette anche il sindaco Luca Buzzella. Anche ammesso di convincere una parte dei visitatori del vicino lago di Como a passare da queste parti, bisogna essere pronti con nuove attività e servizi se si vuole sperare che ci siano posti di lavoro.
Nel frattempo il ponte porterà un po’ di cash per conto suo: il biglietto intero a/r è di 15 euro, il ridotto (6-14 anni) è 12, gratis per i più piccoli… sempre che li convinciate a salirci! Non dovete prenotare, ma sicuramente dovete controllare il meteo… e non presentatevi con tacchi e infradito, perché vi rimandano a casa: sono obbligatorie scarpe chiuse con suola antiscivolo. Con buona pace delle influencer.
Per raggiungerlo da Milano si percorre la SS36 verso Lecco e Colico, si esce a Dervio e si risale la provinciale fino a Tremenico. Informazioni aggiornate su orari, parcheggi e biglietti sul sito ufficiale. A noi tremano le gambe solo al pensiero, ma siamo certi che, per amore di Instagram, alla fine sfideremo le vertigini.









