Ogni tanto si affaccia sui giornali e sul web la storia di qualche expat richiamato dalle sirene della costa albanese e la fantasia comincia a galoppare. L’idea, sulla carta, è super easy: si prende la pensione italiana, ci si trasferisce dall’altra parte dell’Adriatico, si vive a costi decisamente più bassi e, in alcuni casi, si può ottenere la tassazione della pensione nel nuovo Paese di residenza.
Occhio, però. L’Albania non è un alambicco dell’alchimista, che trasforma in oro le pensioni italiane. Quindi, prima di infilare tutto nel trolley e fiondarvi sulle coste pugliesi in attesa del traghetto, rispondete a qualche domandina.
1. Da dove arriva la tua pensione?
Settore privato. La Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni stabilisce che le pensioni legate a un precedente impiego sono tassate soltanto nello Stato di residenza del pensionato. Per chi trasferisce davvero la residenza fiscale in Albania, quindi, si apre la possibilità di non subire più la tassazione italiana sulla pensione.
Settore pubblico. le pensioni corrisposte dallo Stato per servizi resi alla P.A. restano, in linea generale, imponibili in Italia. L’eccezione riguarda chi è residente in Albania e diventa anche cittadino.
Succo. “Prendo una pensione INPS” non basta per fare le valigie.
2. Sei disposto a trasferirti sul serio?
No? Allora ciao, ci vediamo al prossimo articolo. Non basta prendere un appartamento a Durazzo d’estate. L’amministrazione fiscale albanese considera residente, tra gli altri criteri, chi soggiorna nel Paese per più di 183 giorni su 365.
E per ottenere il certificato di residenza fiscale vengono richiesti documenti che dimostrino la presenza fisica, la casa e gli interessi personali ed economici nel Paese.
Quindi, no: non funziona l’estate lunga in Albania e il resto dell’anno a Milano.

3. Hai almeno 1,2 milioni di lek di pensione annua?
No? Occhio di nuovo. Per il permesso di soggiorno in Albania specifico i pensionati devono avere un reddito pensionistico annuo minimo di 1.200.000 lek. E quanto min***a sono? Al cambio attuale 13.100 euro, cioè una pensione da almeno 1.090 euro al mese. Bisogna inoltre dimostrare di avere risorse sufficienti per mantenersi durante la permanenza. E prima di partire, controllate il cambio che non si sa mai.
4. Hai un conto in Albania, una casa e un’assicurazione?
Taaac! Servono anche questi. Il conto presso la banca albanese serve perché venga accreditata regolarmente la pensione; la casa… vabbeh, non serve spiegare a che cosa serve e la polizza sanitaria valida serve perché non puoi mica tornare dal medico di Casoretto a farti curare. Ah, dimenticavamo: fa in modo che il tuo certificato penale sia a posto… Ecco, non è esattamente: “Prenoto un Airbnb e poi vediamo”.
5. Vuoi continuare a lavorare?
Se la risposta è sì, il permesso da pensionato non è quello giusto, perché non consente di svolgere attività economiche o professionali nel Paese. Quindi, o fai il pensionato vero, oppure cambi trattamento fiscale.

6. Hai chiesto all’INPS l’applicazione della Convenzione?
L’INPS spiega che un pensionato residente in un Paese con cui l’Italia ha una Convenzione contro le doppie imposizioni può chiedere alla sede che gestisce la prestazione di applicare il relativo regime fiscale. Serve però dimostrare la residenza fiscale estera e soddisfare i requisiti della Convenzione. Se l’INPS ha dei dubbi, continua ad applicare le ritenute italiane. In soldoni: la pensione non diventa “lorda” quando il traghetto attracca a Durazzo.
7. Hai pensato alla sanità?
La domanda non è glamour ma se non rispondi potresti avere non pochi casini. Abbiamo visto che una polizza sanitaria serve per il permesso di soggiorno, ma è meglio definire bene quali cure vuoi ricevere in Albania, quali eventualmente continuare in Italia e il costo di una copertura adeguata. Il risparmio sull’affitto o sul fisco serve a poco se poi continui a fare avanti indietro con l’aereo per medicine, visite e controlli.
8. Quanto costa vivere davvero?
I pensionati italiani trasferiti in Albania la fanno facile, ma “350 euro per un bilocale sul mare” non è il prezzo dell’Albania in assoluto. La convenienza si misura sul proprio bilancio reale: affitto o acquisto, bollette, assicurazione sanitaria e farmaci, frequenza dei ritorni in Italia, auto, spese quotidiane…
Quindi…
Per mettere in fila le cose e gli scatoloni del trasloco devi: capire che pensione hai, verificare se il trasferimento ti conviene davvero, ottenere il titolo di soggiorno, trasferire effettivamente la residenza, procurarti la documentazione fiscale albanese e poi chiedere all’INPS l’applicazione della Convenzione.
È meno romantico di “mare, pensione lorda e vita con 800 euro al mese”, ma almeno non arrivi a Durazzo con le valigie in mano per scoprire che la pensione continua a essere tassata in Italia. E se già alla prima domanda avete scoperto di essere ex dipendenti pubblici e siete ripassati dal via, non vi avvilite. Alla fine del Giambellino c’è sempre piazza Tirana, con la metro blu a due passi.









