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Antropologia dell’automobilista: i 5 disagiati che purtroppo incontriamo sempre in macchina

Ormai sono passati anni dall’ultima guida in autoscuola e il tanto agognato ottenimento della patente. Ma come tutte le cose, c’è chi riesce e chi proprio no; dati statistici dimostrerebbero, infatti, il teorema dell’automobilista di merda, per il quale: quanto più è alto il tuo ritardo, tanto più alta sarà la probabilità d’imbatterti in un […]

Ormai sono passati anni dall’ultima guida in autoscuola e il tanto agognato ottenimento della patente. Ma come tutte le cose, c’è chi riesce e chi proprio no; dati statistici dimostrerebbero, infatti, il teorema dell’automobilista di merda, per il quale: quanto più è alto il tuo ritardo, tanto più alta sarà la probabilità d’imbatterti in un impedito alla guida. E un vero Imbruttito sa che tutte le strade portano a Milano ma, proprio in tutte, qualche Giargiana c’è sempre. Ecco i migliori:

IL FLINTSTONIANO
Il conducente flintstoniano è solitamente alla guida di una macchina con supporti tecnologici tali che non ci stupiremmo se il suo SUV potesse anche piastrare i capelli; ma nonostante i migliaia di euro spesi per questo shuttle di terra, la vita lo riporta in una temporalità tale da scordarsi le norme basilari, una tra tutte la cazzo di freccia per svoltare. Ci andrebbe bene anche uno yabadabadu urlato dal finestrino piuttosto che vederlo girare all’improvviso in 0,0003 secondi, anche perché comunque ce ne vogliono meno per mandarlo a quel paese.

LA PRESSA AL CULO
La categoria annovera colui o colei che, per fretta, ti si appiccica dietro per tutta la guidapressa spera che standoti a 2 millimetri dal paraurti tu possa magicamente sparire lasciando così sgombra la strada. Fortunatamente, per diritto tutelato costituzionalmente (?), la strada è di tuttipressa che un jet sarebbe la soluzione migliore: cielo libero, senza nuvole, perfetto per migrare verso destinazione senza rompere troppo le palle.

IL VIN DIESEL
Reduce da un’infanzia passata a giocare a GTA o da nottate insonni davanti a Fast & Furious, il conducente è convinto di poter far le veci anche di Michael Schumacher: lui non guida, evita gli ostacoli. Noi non siamo altro che oggetti in movimento da raggirare superando o sterzando bruscamente. Che capiremmo tutti qualora il Vin de noialtri andasse in giro, che so, con un Porche o una Maserati, ma il pilota wannabe guida una Fiat Panda dei tempi d’Assurbanipal. Ma dove vuoi andare? Dove?

IL NOSTALGICO
Nulla da dire sulle sue capacità di guida, è addirittura abbastanza bravo e rispettoso dei tempi altrui; ma non a caso. Il nostalgico sa che, se andasse veloce, nessuno potrebbe gustare i decibel di Al Bano o artisti anni ’70 a tutto volume. Cocoricò ambulante, se la sua canzone parte dal casello di Milano, per effetto doppler, giunge alle orecchie di quelli in coda a Bologna. Che ognuno nella propria macchina fa anche il sacrosanto accidenti che vuole, ma Al Bano? Davvero fai?

IL NONNO PINO
Lui lo sa che sei in ritardo e davvero di fretta altrimenti non concluderai niente in giornata. Nonno Pino si alza tutte le mattine e, inzuppate due macine nel caffè d’orzo, dice alla moglie: «Sai Pina, adesso vado proprio a farmi un giro in macchina accelerando una volta e andando poi avanti per inerzia». Se tu lo incalzi o addirittura spaventi con un colpo di clacson, Nonno Pino non si scompone: fermo nella sua posizione dolomitica e rigida quanto una salma, continuerà imperterrito nel suo rettilineo a 12 km/h. E non ci son cazzi che tengano, artrosi che facciano male: Nonno Pino farà proprio la tua stessa strada, fino all’ultimo metro. Tutta quanta.  

Credit immagine di copertina

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