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RIP neuroni: la storia dei tre pirla che hanno rubato un’ambulanza per postare un video sui social

Sebbene crescere i propri figli a pane, sganassoni, ciabattate, mattarelli, scope – e ogni cosa a portata di mamme e nonne – non sia per molti neo genitori la scelta migliore in fatto d’educazione, siamo più sicuri che in certi casi sia l’unica possibile soluzione per prevenire spiacevoli eventi. Si fa per scherzare, più o […]

Sebbene crescere i propri figli a pane, sganassoni, ciabattate, mattarelli, scope – e ogni cosa a portata di mamme e nonne – non sia per molti neo genitori la scelta migliore in fatto d’educazione, siamo più sicuri che in certi casi sia l’unica possibile soluzione per prevenire spiacevoli eventi. Si fa per scherzare, più o meno.

Detto ciò, andiamo al dunque. Alle 5.30 della notte tra sabato 22 e domenica 23 giugno, tre ragazzi hanno rubato un’ambulanza della Croce Verde di Prunetta, prelevandola direttamente dalla rimessa. Lo scopo? Sgasare sopra le strade del proprio disperso paesinino – San Marcello Piteglio (Pistoia) – e postare il filmato sui social.

Il trio geniale ha persino indossato le uniformi dei volontari, giusto per calarsi a 360 gradi nella parte. Tutti tronfi d’orgoglio hanno poi iniziato a urlare: «Chiamate un po’ il 118 ninoninonino». Dopo solo 500 metri, perché la stupidità è tanta ma la paura fa 90, hanno deciso di abbandonare l’ambulanza e scappare a gambe levate. Nel mentre, sono però riusciti a danneggiare il potellone e gettare in strada una delle bombole d’ossigeno presenti all’interno del veicolo.

«Purtroppo l’ambulanza ha subito dei danni: quando siamo andati a recuperarla coi carabinieri, non andava in moto e il portellone laterale non si chiudeva più. Per fortuna il personale dell’officina di Prunetta è subito venuto a prenderla e l’ha già risistemata. Tornerà in servizio mercoledì» – hanno commentato i responsabili della Croce Verde – «Quello che è accaduto è un fatto sconvolgente ed estremamente grave se si pensa che per fare una bravata, se di questo si è trattato, si è in parte rovinato un mezzo che serve per garantire la sicurezza alle persone nel momento del bisogno».

I tre allegri ragazzi – morti di vergogna, si spera – sono già stati intercettati grazie agli account utilizzati per postare il video. Furbi come delle faine fino in fondo!

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