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Cronache estive di una macchina “rubata” in Autogrill

Nonna Giovanna e nonno Agostino partono per le vacanze il 6 luglio. Pronti da settembre 2012, caricano sulla macchina il necessario: ventotto valigie, le taniche per mettere l’olio diggiü, le valigie per l’olio, l’olio nelle valigie. L’asse Milano-Napoli-Palagonia è pronto a salpare: a zio Tonino vanno portati i pomodorini pachino al ritorno dal mare, a […]

Nonna Giovanna e nonno Agostino partono per le vacanze il 6 luglio. Pronti da settembre 2012, caricano sulla macchina il necessario: ventotto valigie, le taniche per mettere l’olio diggiü, le valigie per l’olio, l’olio nelle valigie. L’asse Milano-Napoli-Palagonia è pronto a salpare: a zio Tonino vanno portati i pomodorini pachino al ritorno dal mare, a zia Luisa l’osso buco all’arrivo dalla terra dei polentoni; i primi giorni d’estate sono passati preparando l’intero apporto alimentare per tutte quelle settimane di vacanza: il fabbisogno energetico mensile del Congo.

Mi chiamano dopo dieci minuti dalla partenza:
«Ciao, noi t’appost, tu come stai?»
«Nonna bene, che mi chiami a fare? Dove siete?»
«Eh stamm a Seveso, al passaggio a livello» [Noi abitiamo a Seveso (MB)]

Passano le ore.
La casa si libera leggermente dell’alone di fritto di porco e condensa data dall’ebollizione delle cime de rëp: scopro che le pareti sono effettivamente bianche e non gialle. Scopro anche di avere una camera. Scopro di vivere a Seveso e non a Silent Hill. Passano due ore, io sereno come una melanzana lasciata grigliare la domenica mattina, loro sotto la caldazza dell’autostrada per raggiungere l’agognato olio. Squilla il telefono, ancora. Nonna Giovanna.

Ecco la trascrizione della conversazione avvenuta DAVVERO in quegli attimi:

«Ci hanno rubato la macchina»
«Eh? In che senso? Ma dove siete?»
«La macchina», come se nonna stessa non si capacitasse di essere in viaggio su qualcosa con quattro ruote e non un fondo antiaderente.
«Ho capito che siete partiti con una macchina, ma dove?»
«Forno grill Bologna». Il forno come deformazione professionale.
Si corregge: «Autogrill Bologna, chiama lo zio Tonino per favore»

Per chi non lo sapesse, l’Autogrill di Bologna che intendeva mia nonna in realtà è quella di Arda (Piacenza), ovvero quella figata architettonica pazzesca costruita a ponte che bacia entrambi i sensi di marcia. E, ancora, per chi non lo sapesse – e neppure nonna Giovanna, a quanto parre -, zio Tonino abita a Nova Milanese, oltre 100 km da Piacenza. Perché funziona così: tutto si risolve in casa. Che sia un furto, un omicidio o un sottolio della propria nuora che cade e per cui si recita il rosario per dodici giorni. Altro che Stato, altro che Polizia, NCSI, CSI scena del crimine, Horatio Caine. Zio Tonino da Nova Milanese. Elettricista Tonino da Nova Milanese.

Sa il cazzo come, mia nonna crede di essere rimasta a cavall&cosch

Mi chiama mia nonna dopo quattro ore dal delitto:
«Andi, t’appost, agg truvad tutt’i cos, nun ti ni piass»
«Nonna aspetta, scusa?»
«Niend, l’abbiamo trovata. Hai mangiato? Tira fuori il sugo dal freezer ah, dài.»

Il sugo dal freezer.
Il sugo dal freezer.

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