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Figa se siamo dipendenti: lo smartphone è il nostro primo e ultimo pensiero della giornata, sostiene uno studio

Il Rapporto Italia 2022 di Eurispes ha reso nota una situazione decisamente inquietante: la maggior parte degli italiani non riesce a mollare lo smartphone nemmeno mentre guarda la tv, mentre è a tavola con altre persone o se è alla guida

A volte viene da chiedersi: “Ma prima che fossero inventati gli smartphone, cosa facevamo tutto il giorno?“. Provateci, riuscite a darvi una risposta? Cioè come cavolo passavamo il tempo in metropolitana, in coda al supermercato, in qualsiasi momento morto della giornata? Cosa facevamo appena svegli, al mattino? Va che se ci mettiamo a pensarci è strano di brutto. Perché oggi, lo smartphone, è diventato il protagonista assoluto delle nostre giornate. La maggior parte di noi è dipendente, anche se non lo sa o non vuole ammetterlo. L’impulso a prendere il mano il telefonino solo per cazzeggiare fra social, gallery e giochini scemi, è irresistibile, quasi indipendente dalla nostra volontà. I dati confermano una situazione inquietante: il 66,1% degli italiani si sveglia e va a dormire usando il cellulare.

A dirlo è il Rapporto Italia 2022 di Eurispes, che riguardo la digitalizzazione della vita quotidiana. Con la pandemia, poi, questa dipendenza si è inevitabilmente accentuata. La maggior parte di noi (54,4%) smanetta col cell mentre guarda la televisione: figa, ma non possiamo goderci il film, la serie o il programma senza distrazioni? Il 53,6% ci sta incollato mentre è in bagno e la metà del campione lo usa a tavola mentre mangia da solo (50,3%). C’è però pure un 26,5% che usa lo smartphone pure mentre si trova a tavola con altra gente. Figa che disagiati raga. Anche nel 2018 è stato fatto lo stesso sondaggino, e questo ci permette di fare un confronto rispetto alla situa di quattro anni fa. Primo, è aumentato l’uso dello smartphone a letto, dal 59,2% al 66,1%, e in bagno, dal 45,3% al 53,6%.

“Il cellulare ha soppiantato il libro sulla maggioranza dei comodini, a tutte le età, insieme a molto altro, dalla concentrazione alla capacità di rivolgere attenzione agli altri e all’ambiente circostante. Tuttavia, l’utilizzo di adulti e, ancor più, anziani, è meno totalizzante. I ragazzi sembrano aver difficoltà a staccare lo sguardo, anche solo per poco, dagli smartphone, per noia o timore di perdere qualcosa“, è il commento dell’Eurispes. Insomma, se agli adulti tutto sommato resta ancora un po’ di autonomia rispetto al diabolico dispositivo, i ragazzini sembrano spacciati e destinati a un rincoglionimento perenne. Che amarezza. Ma andiamo avanti con i numeri, giusto per capire la gravità della situazione.

Il cellulare è utilizzato dal 42,7% degli intervistati anche mentre si cammina, mentre il 32,2% lo usa quando è fermo ai semafori. Addirittura il 23,9% ammette di usarlo mentre guida. Questo è grave, anche perché la brutta abitudine riguarda soprattutto i giovanissimi che ci tengono a controllare i social anche mentre sono al volante. Il 28,2% ha l’abitudine di geolocalizzarsi e pubblicarlo sui social, rendendo pubblico dove si trova, mentre il 37% si spara selfie a manetta e li pubblica su Instagram, Facebook e compagnia bella. Come dicevamo, la pandemia ha peggiorato la situazione anche perché ci ha privati di molti svaghi. Il 55,4% ha rinunciato ai viaggi (per ovvi motivi) e più della metà a frequentare palestre e piscine. Oltre il 60% ha smesso di andare al cinema, stessa sorte per il teatro. Che peccato. 

Bene, detto ciò qualche giorno fa vi abbiamo dato delle dritte per staccarvi un po’ dallo smartphone e superare la dipendenza. Considerando che, dati alla mano, la sola presenza del cellulare è in grado di renderci più scemi, tocca fare qualcosa per riprendere il controllo della nostra vita… no?

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