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Estate 2022, il trend è “precarietà”: si torna a viaggiare senza sbatti ma si decide all’ultimo

Stando ai dati dell'Osservatorio Confturismo Confesercenti, 23 milioni di italiani vogliono godersi le vacanze estive, ma di questi solo il 40% ha effettivamente già prenotato un viaggio. A cambiare a 'sto giro sono le mete e le location dei soggiorni

Se quest’estate avete tutta l’intenzione di partire ma ancora non avete prenotato una mazza, tranqui. Siete in buonissima compagnia. La prima estate without limits post pandemia sembra infatti essere all’insegna della precarietà: della serie “voglio partire, o forse no”. Numeri alla mano: 23 milioni di italiani vogliono godersi le vacanze estive, ma di questi solo il 40% ha effettivamente già prenotato un viaggio. Gli altri bo, decideranno più avanti, magari prenotando all’ultimo minuto col rischio di accontentarsi di ciò che è rimasto. A delineare la situa è l’Osservatorio Confturismo Confesercenti, che sottolinea tanto il desiderio di prendere e partire, quanto l’incertezza causata dai rincari, dall’inflazione e dal caro energia. Tutta roba che pesa sui risparmi messi via per le holidays.

Stando ai dati dell’Osservatorio Confturismo, la propensione al viaggio è tornata ai livelli pre-pandemia, cioè 67 punti su scala da 0 a 100. Nello specifico, “23 milioni di italiani tra i 18 e i 74 anni sono intenzionati a partire nel periodo estivo, anche se in uno scenario caratterizzato da una certa volatilità. Infatti, di questi 23 milioni solo 4 su 10 hanno già prenotato un viaggio, mentre per i restanti rimane per ora solo l’intenzione che probabilmente si tradurrà in prenotazione tardiva, se non addirittura last minute”. Si tergiversa, nell’attesa forse di capire se il cash è abbastanza, o forse per superare qualche sbattimento rimasto lì dai periodi peggiori della pandemia. Ci starebbe tutto eh. Ma parliamo dei gusti, va. Chi parte, sceglie soprattutto il mare, al primo posto fra le preferenze di vacanza. Scontatissimo. Poi vabbè: montagna al secondo posto e viaggio culturale al terzo. 

Visto che adesso possiamo spostarci decisamente di più rispetto ai due anni appena trascorsi (quando preferivamo il turismo di prossimità), molti di noi stanno puntando su un ampio raggio: quindi vai coi chilometri. “L’85% degli italiani sceglierà mete nazionali, in 6 casi su 10 al di fuori della propria regione, mentre il restante 15% programma un viaggio all’estero che, per più di due terzi, sarà in Europa”, ci spiega l’Osservatorio. Per quanto riguarda la spesa media per le vacanze estive, stiamo fra i 312 euro del weekendino a oltre 1K per la classica settimana. Per la big holiday, infatti, gli italiani hanno dichiarato una spesa media di 1.080 euro, che si riducono a poco più di 600 euro per viaggi di minor durata, dai 3 ai 7 giorni, per intenderci.

Cambiamenti per quanto riguarda il dove. Abbiamo passato due anni in cui cercavamo solamente case, villette, ville con piscina, per evitare le menate degli alberghi, con tutti i possibili contagi dati dalla condivisione con altri turisti. Bè, a ‘sto giro siamo più tranquilli e dopo due anni a cucinare finalmente torniamo a mettere le gambe sotto il tavolo in hotel. Tel chi il confronto; ad aprile di un anno fa il 34% degli intervistati sceglieva la casa in affitto mentre il 26% sceglieva un albergo, oggi è il contrario. Il 31% sceglierà una struttura alberghiera mentre il 21% resterà fedele alla casetta. “Dopo due anni di profonda crisi, il turismo sta tornando ai livelli pre-Covid”, ha commentato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. “Le prospettive per l’estate sono positive anche se guerra, inflazione e caro energia preoccupano ancora fortemente. Per questo, le nuove misure di sostegno sono fondamentali anche per le imprese del turismo che è il settore da cui davvero può ripartire tutto il nostro sistema economico”.

E voi, avete già prenotato o state ancora procrastinando?

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