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Nft, occhiali Vr, metaverso: a Bergamo sta per aprire un wine-bar mezzo virtuale

A marzo, nella spiazzetta Santo Spirito, aprirà BG3.0 WineBank, il primo wine-bar "ibrido" del mondo. Avrà una piattaforma nel metaverso, organizzerà eventi in realtà virtuale e offrirà ad alcuni clienti un sommelier dotato di intelligenza artificiale.

Raga, tocca aggiornarsi bene su ‘sta cosa del metaverso perché qui è un attimo che ci chiedano gli NFT per partecipare a un ape di lavoro. Non spariamo cazzate, eh: tipo, a marzo aprirà a Bergamo il primo wine-bar ibrido del mondo, BG3.0 WineBank. Ibrido perché un po’ sarà fruibile in senso classico (si va, si beve, si socializza), e un po’ sfrutterà i tanti mezzi della nuova virtualità per creare situazioni super fighe e super futuristiche.

Per farvi capire: la BG3.0 WineBank, che sorgerà nella storica piazzetta Santo Spirito, avrà un Privilege Club al quale si accederà solo con NFT (presente no, gli ormai noti non-fungibile tokens). I suoi membri potranno disquisire di vino e scegliere abbinamenti grazie ai suggerimenti di un AI Sommelier personale, quindi dotato di Intelligenza Artificiale. Il Personal GPT Sommelier è una tecnologia sviluppata dall’ecosistema fintech Italian Wine Crypto Bank che permette di creare modelli di linguaggio in grado di rispondere alle domande in modo simile a un essere umano. Il robottino, quindi, risponderà alle questions dei partecipanti in modo easy, competente e fluido. Secondo una nota dell’Iwcb, al Personal GPT sommelier potrà essere dato anche un nome (Bella Gippit!) e ricorderà cosa ha bevuto e mangiato il suo cliente in base ai suggerimenti precedenti. Preparatissimo.

Non solo: il wine-bar avrà una sua piattaforma nel metaverso, dove offrirà degustazioni, eventi e giochi in realtà virtuale. E proprio la realtà virtuale sarà protagonista di esclusivi tasting con Occhiali VR in un’area dedicata del locale. Tutto molto figo. “La dimensione 3.0 è pensata per rendere l’esperienza reale dei nostri clienti ancora più unica e piacevole – ha spiegato Davide Di Sieno, responsabile del Progetto. “Essere parte di questo progetto che parte da Bergamo ma che si allargherà a livello internazionale è un’ulteriore maniera di adempiere alla nostra mission, che è quella di creare nuovi modelli di consumo dei vini premium e da investimento italiani, con tecnologie innovative a partire dall’uso della blockchain”, ha aggiunto Davide Casalin, CTO dell’Italian Wine Crypto Bank e di CellarMetaverse, che fanno parte del progetto.

Che revolution!

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