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Alla Gen Z non piace pulire casa (soprattutto il pavimento), alcune stanze restano sporche fino a 6 mesi

L'unica cosa che li spinge a pulire è l'arrivo di un ospite.

Gen Z, attenzione: quando gli istituti di statistica non sanno che cosa fare conducono un sondaggio su di voi… e ne salta fuori sempre una. Questa volta pare siate degli scansafatiche fotonici in fatto di pulizie, almeno negli Stati Uniti. Lo dice una ricerca effettuata da Talker Research su 2000 persone fra Gen Z e Gen Y (o Millennials), su commissione di un brand per le pulizie. 

Risultato: per quasi un quarto degli americani (24%), tenere pulita la casa è più difficile che svolgere il proprio lavoro a tempo pieno, mentre quasi la metà (45%) sarebbe in profondo imbarazzo ad accogliervi senza preavviso, perché sa che trovereste una casa a dir poco caotica. 

Il motivo principale per cui alla fine gli intervistati si arrendono a pulire e riordinare non è tanto il desiderio di vivere in un ambiente confortevole, quanto piuttosto l’arrivo di un ospite… e anche qui, non pensiamo alle grandi pulizie di primavera: un’ora di riordino poco prima del loro arrivo e via andare, ça suffit… ma non senza sensi di colpa. Quasi la metà delle persone (48%) dice di non accorgersi di quanto sia sporca la propria casa di solito ma, una volta arrivati gli ospiti, non riesce più a ignorare i punti deboli nella pulizia, con il 41% in apprensione per angoli e fessure.

Pulizie e vita di coppia

Le pulizie hanno molto a che fare con le relazioni amorose degli intervistati. Il 67% ritiene che una casa pulita e profumata li renderebbe più propensi a “rinfrescarsi” con il partner, mentre l’82% afferma di impegnarsi di più nelle pulizie prima di portare a casa qualcuno per un appuntamento. E se una casa pulita può fare colpo ai primi incontri, di certo è una condizione per la continuità: il 65% degli intervistati ha affermato di essere meno propenso a convivere con un partner con scarse abitudini di pulizia

Viceversa, due terzi degli intervistati hanno affermato che una casa dall’odore sgradevole sarebbe un fattore determinante nella rottura di una relazione (68%); il 43% lascerebbe la casa del partner se non avesse un buon profumo; più di un terzo infine porrebbe fine alla relazione se la casa del partner non fosse pulita.

Sei persone su 10 di chi vive in coppia affermano di condividere equamente le pulizie domestiche, attribuendo al partner il merito di aiutarle con il bucato (51%), lavare i piatti (50%) e spazzare (46%). Tuttavia, le donne sono più propense a ritenere che le pulizie quotidiane non siano equamente suddivise (39% contro 27%).

American horror story

Non mancano altri “scheletri nell’armadio”: solo il 48% pulisce quotidianamente o almeno una volta alla settimana le cabine per i vestiti. Il 31% degli intervistati, poi, ha almeno una stanza (non meglio precisata) della casa che non pulisce da almeno sei mesi. Tra le superfici più sporche, infine, ci sono pavimenti (25%), ventilatori a soffitto (31%) e battiscopa (28%), mentre tra gli ambienti più lindi ci sono la cucina (88%) e la zona giorno (85%). 

Il problema è spesso la procrastinazione, più che l’effettivo carico di lavoro, visto che in media le pulizie domestiche richiederebbero un paio di ore. Il 17% di Gen Z e Millennial dichiara che preferirebbe restare bloccato nel traffico piuttosto che pulire e la stessa percentuale ammette che vorrebbe ricevere in regalo una casa pulita piuttosto che un oggetto costoso. Non a caso le donne trovano attraente il profumo di una casa pulita due volte più spesso di chi preferisce il profumo dei fiori freschi. A noi comunque non dispiacciono, in caso vi avanzassero.

Autrice: Daniela Faggion 

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