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Ma pensa, tre degli ospedali migliori AL MONDO si trovano a Milano

Newsweek ha stilato la classifica dei migliori 350 ospedali del mondo (del mondo, capito? of the world) in cui ci sono un bel po’ di istituti taliani.
15 Settembre 2025

Non è che si può sempre stare alla macchinetta a sbuffare contro quello che non va. Quando si scopre che non siamo messi così male è giusto sottolinearlo e anche gasarsi un po’. Newsweek ha stilato la classifica dei migliori 350 ospedali del mondo (del mondo, capito? of the world) in cui ci sono un bel po’ di istituti taliani. E indovinate un po’: fra i primi cento, tre sono a Milano. Ora, per carità, i casini ci sono, e anche grossi (vedi inchiesta cantieri) ma sapere che a una manciata di chilometri di distanza c’è il top della medicina fa stare un po’ più tranquilli.

La classifica include quegli istituti che mettono al primo posto AI e automazione, e che hanno introdotto le tecnologie più avanzate nei metodi di cura. Il punteggio viene assegnato in base a valutazioni di manager e medici indipendenti e da una commissione internazionale dedicata alla qualità delle cure. Per la prima volta ci sono anche gli ambiti in cui questi ospedali spaccano.

Ok, sul podio, inutile a dirsi, ci sono sempre loro, gli americani. La Mayo Clinic (si trova a Rochester nel Minnesota, a Jacksonville in Florida e a Phoenix in Arizona) è al top per Intelligenza artificiale, telemedicina, e nuove tecnologie, e cosa gli vuoi dire: non hanno inventato Grey’s Anatomy per caso. Ma poi arriviamo anche noi: al 61esimo posto c’è l’Humanitas di Rozzano (vabè dai, Rozzano, Milano… non faremo mica storie per una decina di chilometri?). Sotto, ma di poco, c’è il San Raffaele (gradino 72), a cui segue lo IEO (76), tutti nei primi cento. Va detto per onestà che al 74esimo posto troviamo l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma. Ma torniamo a noi.

IEO

Com’è che siamo così bravi?

Per questo bel risultato dobbiamo ringraziare la cara, nuova, intelligenza artificiale. Noi comuni mortali la interroghiamo per farci scrivere i bigliettini per la comunione del nipote o per darci idee su come cucinare i fagiolini avanzati, ma per fortuna c’è chi la utilizza per esplorare le nuove frontiere della medicina. In Humanitas ad esempio, ormai medici e programmatori lavorano fianco a fianco, e la cura passa attraverso algoritmi per diagnosi, prognosi, cure personalizzate e medicina predittiva.

È vero, quest’ultima mette un po’ ansia: “perché devo sapere che avrò qualcosa ora che sto benissimo?” ci chiediamo. Forse perché è meglio intervenire prima che il pastrocchio sia fatto. Ma poi, da quanto amiamo le sorprese? Non scegliamo il ristorante prima di aver letto chilometri di recensioni. Non scegliamo le serie TV prima di sapere se è piaciuto a millemila colleghi e conoscenti. Non andiamo in vacanza in posti che non sono mai apparsi sui reel dei nostri contatti IG; e allora, qualche anticipazione su come se la passa il nostro fegato non la vogliamo?

Perché pare che il futuro vada proprio in quella direzione. Anche il San Raffaele ha sviluppato un sistema di intelligenza artificiale che permette di confrontare i dati dei pazienti con la stessa patologia, con l’ulteriore realizzazione del grande sogno chiamato medicina personalizzata. Che a quanto pare, negli istituti lombardi, sta diventando man mano realtà.

Unica pecca: alcuni istituti sono scesi di posizione rispetto ad un anno fa. Ma altri, come lo IEO, sono saliti, e sappiamo che la tecnologia procede così spedita che stare al passo è davvero dura. L’importante è esserci, e sapere che mentre noi facciamo i fighi al Bar Basso con uno spritz in mano, poco distante c’è qualcuno che si spreme le meningi per la nostra salute. Milano si conferma il posto giusto per fare un sacco di cose: festa, affari, innovazione. E sì, anche per farsi venire uno sciopone. Facendo i dovuti scongiuri, intanto sbocciamo un bel prosecco a questa bella notizia (e non serve l’intelligenza artificiale per predire che non ci farà proprio benissimo allo stomaco).

Autore: @illettoresnob

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