Il pieno inizia a costare parecchio: in alcuni distributori italiani il carburante ha superato la soglia dei 3 euro al litro. Fiiiigaaaa!!! Per ora si parla di casi limite eh, soprattutto lungo la rete autostradale, ma il dato basta e avanza per far partire l’allarme sul caro carburante.
A fotografare la situazione è il Codacons, che ha analizzato i prezzi comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nelle giornate del 24 e 25 agosto 2026. E alcuni numeri, diciamolo, fanno abbastanza male.
Caro carburante, superati i 3 euro al litro
Il record individuato dal Codacons arriva dall’autostrada A22 Brennero-Modena, dove in un distributore il Supreme Diesel ha raggiunto quota 3,158 euro al litro.
Sì ma voi state male.
Più di tre euro per un litro di carburante.
La situazione cambia parecchio da distributore a distributore, ma i picchi segnalati dall’associazione dei consumatori sono diversi. Sulla A21 Torino-Piacenza, per esempio, il diesel servito è arrivato a 2,729 euro al litro, mentre sulla A4 Venezia-Trieste è stato rilevato un prezzo di 2,699 euro al litro.
Stessa cifra sulla A28 Portogruaro-Conegliano, mentre sulla A22 Brennero-Modena è stato segnalato anche gasolio a 2,659 euro al litro. Sulla A15 Parma-La Spezia, invece, il servito è arrivato a 2,629 euro al litro. Prezzi pesanti anche lontano dalle autostrade: a Pantelleria il gasolio ha toccato i 2,799 euro al litro.
I 3 euro al litro sono la nuova normalità?
Calma. I prezzi sopra i 3 euro segnalati dal Codacons rappresentano casi limite e non la media nazionale. Questo è un punto importante, perché vedere quel 3 davanti al prezzo del carburante fa subito pensare a uno scenario generalizzato che, almeno per il momento, non c’è.
Il problema, secondo l’associazione, è un altro: il superamento di quella soglia mostra fino a dove possono arrivare i listini e diventa un segnale da tenere d’occhio se la corsa dei prezzi dovesse continuare.
Il Codacons ha spiegato:
“Nessuno sostiene che domani tutti gli italiani pagheranno 3 euro per un litro di carburante, ma il fatto stesso che questa soglia sia già stata superata in alcuni impianti deve far scattare un campanello d’allarme – si legge in un comunicato riportato da ‘La Stampa’ – fino a poco tempo fa prezzi simili sarebbero apparsi fuori da ogni logica; oggi sono una realtà in alcuni distributori. Il rischio è che, se la corsa dei listini proseguirà, quota 3 euro smetta di essere un’eccezione estrema e diventi un riferimento sempre meno lontano per gli automobilisti”.
Con i prezzi di benzina e diesel in aumento, il Codacons ha chiesto al Governo di rivedere anche l’impostazione degli aiuti, sostenendo che eventuali misure contro il caro carburante dovrebbero coinvolgere tutti gli automobilisti e non soltanto le fasce con redditi o Isee più bassi.
L’associazione ha dichiarato:
“Qualsiasi nuova misura del Governo contro il caro carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti. Limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa e lascerebbe milioni di automobilisti completamente esposti ai rincari”.
Secondo il Codacons, quindi, bonus e social card destinati soltanto ad alcune categorie avrebbero un limite evidente: aiuterebbero determinati nuclei familiari, ma non inciderebbero direttamente sul prezzo di benzina e gasolio alla pompa.
La posizione dell’associazione è che il caro carburante riguardi trasversalmente lavoratori, famiglie, pendolari e imprese e che, proprio per questo, servano interventi capaci di produrre effetti più ampi.
Quanto può costare un pieno?
Per capire quanto pesino davvero questi prezzi basta fare due conti. Con il valore record di 3,158 euro al litro, riempire un serbatoio da 50 litri costerebbe 157,90 euro. Certo, stiamo parlando del prezzo estremo rilevato dal Codacons e non di quello che si trova normalmente facendo benzina in città. Però la cifra rende abbastanza bene l’idea. Per chi macina chilometri ogni giorno, quindi, c’è un nuovo numero da tenere d’occhio: 3 euro al litro. Al momento è un’eccezione. E speriamo rimanga tale.









