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Milano vuole far volare la 90/91: in arrivo l’“onda verde” che evita ai tram tutti i semafori

Il Comune di Milano sta testando una sorta di “onda verde” continua che permetta ai filobus di filare dritti lungo tutta la circonvallazione senza mai beccare un rosso.
28 Novembre 2025

A Milano siamo abituati a tante cose: al caffè a 1,50, alle piste ciclabili che spuntano come funghi, ai lavori eterni, ma una 90/91 che non si ferma mai al semaforo… questa è nuova. E invece è esattamente ciò che il Comune sta testando: una sorta di “onda verde” continua che permetta ai filobus di filare dritti lungo tutta la circonvallazione senza mai beccare un rosso. Una piccola rivoluzione urbana finanziata con 7 milioni del PNRR, grazie al bando “Living Lab”.

Il progetto si chiama Muovimi, ed è frutto del lavoro congiunto di Comune, Politecnico, ATM e A2A. È stato presentato al Forum della Mobilità e punta a trasformare i 40 km della circonvallazione esterna in una smart road, la più lunga d’Italia. Insomma, la 90/91 versione 2026 promette di diventare la più puntuale della storia di Milano. Per la più profumata… ne riparleremo magari nel 2050.

A che punto siamo adesso

Ad oggi una parte del percorso è già stata “cablate”: 67 sensori distribuiti su 23 semafori, lungo circa 5 km. Una prima fetta dell’anello che serve a capire se il sistema funziona davvero. Il grosso, però, arriverà a breve: grazie a un nuovo finanziamento ottenuto dal Comune, verranno installati altri 180 sensori per coprire gli ultimi 35 km della circonvallazione e chiudere l’intero circuito.

L’obiettivo è chiaro: entro il 2026 tutta la 90/91 dovrà essere governata da un cervellone digitale che analizza il traffico e comunica direttamente con i mezzi.

Come funzionerà l’onda verde

Il meccanismo è più easy di quanto sembri: i sensori raccolgono in tempo reale dati su traffico, incroci e regolazione dei semafori, e li inviano ai filobus. A quel punto, al conducente compare una velocità consigliata per arrivare esattamente al semaforo quando scatta il verde.

In teoria non ci saranno frenate, niente ripartenze o tempi morti. Si prevedono invece tempi di percorrenza più rapidi, consumi più bassi, meno rischi e meno nervoso generale—che su quelle linee è già un bel traguardo.

In più, i sensori possono rilevare anche situazioni “strane”: un’auto ferma in mezzo, un ostacolo improvviso, un traffico anomalo. Informazioni utili non solo per ATM, ma potenzialmente anche per altri veicoli connessi in futuro.

Per ora il sistema è in fase di test dentro un simulatore di guida: una sorta di prova generale digitale per assicurarsi che tutto fili liscio. Se i risultati saranno quelli sperati, la prossima primavera inizierà la sperimentazione reale su strada. Dai, figata.

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