Imbruttiti, la Lombardia attira cervelli anche da fuori Italia. Secondo un’analisi di PoliS-Lombardia, basata sui dati Istat 2024, gli stranieri che vivono nella nostra regione hanno mediamente un livello di istruzione più alto rispetto alla popolazione straniera residente nel resto del Paese.
E, ça va sans dire, Milano gioca un ruolo importante.
In Lombardia il 15,3% degli stranieri è laureato
Partiamo dai numeri. L’analisi prende in considerazione 977.780 persone straniere, nate all’estero, con almeno 9 anni e residenti in Lombardia nel 2024.
Tra queste, il 15,3% è laureato, mentre la media italiana della popolazione straniera si ferma al 12,8%.
Anche scendendo di un gradino il risultato non cambia: il 38% ha un diploma di scuola secondaria o una qualifica professionale, contro il 36,2% registrato a livello nazionale.
Di conseguenza, in Lombardia è più bassa la percentuale di stranieri con un livello di istruzione medio-basso: 46,8% contro il 51,2% italiano.
Insomma, la regione sembra esercitare una certa attrattiva anche sui lavoratori stranieri più qualificati. E secondo PoliS-Lombardia questo capitale umano può diventare un asset importante per lo sviluppo economico e il mercato del lavoro lombardo.
Milano in pole
La situa, però, cambia parecchio da una provincia all’altra. Milano è quella con la quota più alta di laureati stranieri della Lombardia e, contemporaneamente, quella con la percentuale più bassa di residenti stranieri con un titolo di studio medio-basso.
Sul fronte opposto troviamo invece Mantova e Brescia, dove rispettivamente il 52,7% e il 52% della popolazione straniera considerata ha un livello di istruzione basso.
Una differenza che, secondo l’analisi, è legata anche alla struttura del mercato del lavoro locale: nelle province della Lombardia orientale è storicamente maggiore la richiesta di manodopera meno specializzata.
Ergo: la Lombardia viaggia sopra la media nazionale, ma è soprattutto Milano ad alzare l’asticella.









