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Non sei di Milano se… non conosci la Ca’ di Ciapp!

La storia comincia nel 1900, quando il signor Ermenegildo Castiglioni – nipote ed erede di quel Castiglioni che nel 1800 aveva creato un impero economico – decide di costruirsi casa. Dove? Corso Venezia. Il giovane Castiglioni vuole realizzare un edificio che rispecchi la sua grandezza e che si distingua dalle altre case della zona. Così […]

La storia comincia nel 1900, quando il signor Ermenegildo Castiglioni – nipote ed erede di quel Castiglioni che nel 1800 aveva creato un impero economico – decide di costruirsi casa. Dove? Corso Venezia. Il giovane Castiglioni vuole realizzare un edificio che rispecchi la sua grandezza e che si distingua dalle altre case della zona. Così si rivolge all’architetto Giuseppe Sommaruga, il quale decide – con quest’opera – d’inaugurare la stagione milanese del liberty privato.

Nel 1901 iniziano i lavori e, dopo 3 anni, Palazzo Castiglioni è pronto: un edificio di tre piani, con due facciate (una principale, sulla strada, e una secondaria, sul giardino) più le scuderie e la rimessa, staccati dal corpo principale.

Credit immagine

Non è però la bellezza dello stile liberty a colpire i milanesi, ma le due statue all’’ingresso. Perché non sono le solite cariatidi messe lì per sostenere il portale o un balcone, ma due donne nude, procaci e ammiccanti, che mostrano ai passanti il loro lato B.

Al popolo la cosa piacque e, con la raffinata capacità di metafora tipica delle osterie, definì Palazzo Castiglioni La Ca’ di Ciapp.

Ma i borghesi di Corso Venezia, esattamente come voleva il Castiglioni, sono spiazzati: «Chissà cosa significano», si chiedono, «queste due donne nude?»

Il Sommaruga prova a chiarire: rappresentano la Pace e l’Industria.

Ma è una spiegazione che non convince del tutto: «Magari il significato sarà anche quello, però a noi sembrano soprattutto delle chiappe. E non ci va bene».

Credit immagine

Così, le statue vengono tolte dalla facciata di Palazzo Castiglioni e spostate in Via Buonarroti 48, all’ingresso di Villa Faccaroni, quella che oggi è la Clinica Columbus.

Questa è la storia della Ca’ di ciapp. Ma quello che nessuno si è mai chiesto è: come sarà venuta in mente l’idea delle statue al Sommaruga? Per noi Imbruttiti, così:

Immaginiamo un salotto qualsiasi.

Castiglioni: “Caro Architetto, vorrei che lei costruisse qualcosa che racconti la mia storia. Sa, io sin da piccolo, volevo essere ricco. Così mi son rimboccato le maniche, ho lavorato e all’inizio i risultati non arrivavano. Ma io ho tenuto duro. Poi è morto il nonno, ho ereditato tutto e ho realizzato il mio sogno. Cosa ne pensa?”.

Sommaruga: “Bè, io penso che lei abbia un gran c…”

Castiglioni: “Culto del lavoro?”

Sommaruga: “Esatto!”

Articolo scritto da Matteo Liuzzi

Credit immagine di copertina

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