Più di cinque milioni di auto e moto lombarde potrebbero non pagare il bollo nel 2027. La misura approvata dal governo prevede infatti un anno di esenzione per i veicoli che rispettano determinati requisiti. L’obiettivo dichiarato è rendere lo stop strutturale con la prossima legge di Bilancio, ma per ora la certezza riguarda soltanto il 2027. Sul fronte politico la situa è prevedibilmente bella frizzantina: attorno alla misura approvata dal Consiglio dei ministri è già partito il polemicone.
E chi siamo noi per non parlarne?
In Lombardia i veicoli potenzialmente interessati dall’esenzione sono per la precisione 5.177.330: 4.061.011 auto e 1.116.319 moto. Praticamente il 15% di tutti quelli che in Italia avrebbero i requisiti per beneficiare della misura.
Bollo auto, cosa cambierebbe in Lombardia
Il provvedimento prevede per il 2027 l’esenzione dal bollo sul primo veicolo fino a 80 kW di potenza, senza limiti legati all’Isee. Il governo punta poi a rendere strutturale la misura con la prossima legge di Bilancio.
In Lombardia la platea potenziale comprende 3.924.027 persone fisiche che possiedono almeno un’auto o una moto entro gli 80 kW.
E arriviamo alla parte che interessa parecchio: quanto si risparmia?
Secondo un’analisi di Facile.it e Pratiche Auto Online, il risparmio medio per un lombardo sarebbe di circa 154 euro, cioè quanto pagato mediamente nel 2026 per il bollo dei veicoli che potrebbero rientrare nell’esenzione.
Fontana esulta, il Pd molto meno
Fin qui tutto bellissimo. Almeno per chi ogni anno apre il portafoglio per pagare il bollo.
A livello politico, invece, la questione è parecchio più complicata. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha definito la misura «una buona notizia che offre sollievo economico per i cittadini che stanno vivendo un momento di difficoltà economica». Dal Pd arriva invece una lettura decisamente diversa.
Il consigliere regionale Pietro Bussolati parla di «una tempesta perfetta, nella quale il rischio è che a farne le spese saranno i servizi regionali, la sanità e il trasporto pubblico in primis».
Il punto sollevato da Bussolati riguarda le entrate della Regione: «Da anni i servizi regionali sono compressi a causa di un pesante onere che Giorgia Meloni richiede alle Regioni come contributo alla finanza pubblica, pari a 577 milioni di euro nel bilancio triennale corrente della Lombardia, e ora, con l’operazione sul bollo, viene tolta loro un’entrata autonoma per sostituirla con una centralizzata».
Da qui la richiesta a Fontana di chiarire «se la Lombardia ha ricevuto garanzie credibili sulla compensazione del mancato introito».
Ancora più duro il consigliere regionale del Pd Gianmario Fragomeli, che tira direttamente in ballo uno dei cavalli di battaglia storici della Lega.
«La Lega ha svenduto l’autonomia regionale e il federalismo per una misura di propaganda politica, Pontida sarà il funerale di quel progetto», ha dichiarato.
Secondo Fragomeli, «il governo più sovranista e centralista del dopoguerra ha dato un altro colpo alle Regioni, togliendo loro una delle pochissime fonti di entrata autonoma, con la quale si poteva rispondere ai bisogni dei lombardi».
Insomma: il bollo sparisce, ma resta da capire chi metterà i soldi che fino a ieri arrivavano alle Regioni attraverso quella tassa.
Sul tema interviene anche l’assessora alla Mobilità del Comune di Milano Arianna Censi, che avrebbe scelto una strada completamente diversa.
«Non toglierei mai una tassa automobilistica, ma metterei quei miliardi sul trasporto pubblico locale, perché è necessario un robusto investimento statale, altrimenti non ci si sta dentro».
Una posizione che riporta inevitabilmente il discorso su uno dei temi eterni della mobilità milanese: le risorse per il trasporto pubblico.
E intanto torna anche il caso dei diesel Euro 5
Come se sul fronte auto non ci fosse già abbastanza ciccia sul fuoco, nella discussione entra anche la questione dei diesel Euro 5.
Giacomo Zamperini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, chiede il «no al blocco degli Euro 5» e una revisione delle attuali esenzioni lombarde sul bollo.
«Sulla linea tracciata dal governo, serve subito una revisione delle esenzioni per il bollo auto in Lombardia. Il governo ha intenzione mercoledì di prorogare il blocco e lunedì in giunta regionale si vorrebbe approvare una Dgr che introduca il sistema del Move-In a differenza di Veneto e Piemonte? Mi pare un controsenso».
Per oltre cinque milioni di veicoli lombardi, quindi, la prospettiva è quella di risparmiare sul bollo. Sul tavolo rimane però la questione delle risorse che verrebbero a mancare alle Regioni e di come saranno compensate. Ed è proprio lì che, prevedibilmente, la discussione politica è già on fire.









