Possiamo dire che siamo sorpresi? No, non possiamo. I prezzi delle case a Milano continuano a salire. Anche nel primo semestre del 2026 il mercato immobiliare del capoluogo lombardo ha registrato un nuovo aumento delle quotazioni, mentre sempre più persone sembrano guardare fuori città alla ricerca di prezzi – e affitti – un po’ più abbordabili.
A fotografare la situa sono i dati dell’Associazione degli intermediari e merceologici di Milano, Lodi e Monza Brianza: nei primi sei mesi dell’anno i prezzi sono cresciuti dell’1% a Milano e nell’Area metropolitana milanese. A Monza l’aumento è stato decisamente più marcato, con quotazioni in crescita del 4-5%.
Salirò, salirò…
Il mercato, insomma, prosegue lungo una strada già tracciata nei mesi precedenti. A confermarlo è Marco Zanardi, presidente di Fimaa Milano Lodi Monza Brianza.
«Vi è continuità, rispetto ai periodi precedenti, nelle dinamiche del mercato immobiliare nel primo semestre 2026», spiega Zanardi.
Una parte importante della domanda continua a concentrarsi sulle nuove costruzioni. Proprio qui, però, Milano deve fare i conti con le conseguenze delle vicende giudiziarie che negli ultimi anni hanno coinvolto diversi progetti urbanistici e che stanno rallentando, quando non bloccando, la realizzazione di nuovi immobili.
«La domanda ricade prevalentemente su immobili di nuova costruzione penalizzati dal protrarsi delle problematiche legate alle inchieste giudiziarie che ne rallentano o bloccano la realizzazione», sottolinea Zanardi.
Si guarda sempre di più fuori Milano
Con i prezzi milanesi che restano elevati, cresce parallelamente l’interesse per l’hinterland e per le città vicine. Il motivo è piuttosto semplice: comprare o prendere casa in affitto fuori dal capoluogo permette ancora di trovare cifre più contenute.
Il fenomeno riguarda anche il mercato delle locazioni, dove secondo Fimaa è aumentata l’attenzione verso la qualità degli immobili proposti.
Per gli affitti, spiega Zanardi, si riscontra «una maggiore attenzione alla qualità dell’offerta. Si ricercano in generale prezzi d’acquisto e canoni di locazione più calmierati al di fuori del capoluogo, mantenendo attivi i mercati di Monza e Lodi».
Il dato di Monza è particolarmente significativo: nel primo semestre del 2026 le quotazioni sono aumentate del 4-5%, molto più dell’1% registrato a Milano e nella sua Area metropolitana.
Anche i data center fanno salire il prezzo
C’è poi un altro fenomeno che sta avendo conseguenze sul mercato immobiliare dell’Area metropolitana milanese: la corsa ai data center.
La richiesta di terreni sui quali costruire le grandi infrastrutture destinate alla raccolta e all’elaborazione dei dati continua infatti a essere sostenuta. E, di conseguenza, salgono anche i prezzi delle aree considerate adatte a ospitarle.
«Da segnalare, infine», conclude Zanardi, «come la richiesta di data center nell’Area metropolitana milanese, nonostante il dibattito e le prese di posizione contro la realizzazione di queste strutture per via dell’impatto paesaggistico e per il loro importante fabbisogno sia per quantità di energia elettrica che idrica, stia comunque facendo incrementare il prezzo dei terreni dove costruire queste cattedrali per la raccolta ed elaborazione dati».
Un ulteriore elemento che si aggiunge quindi a un mercato già molto vivace, con Milano che continua a diventare più cara e una parte della domanda che si sposta progressivamente oltre i confini cittadini.









