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Arriva l’assegno di mantenimento per il cane dopo il divorzio, sentenza storica in Spagna

Divorzio in vista? Se in coppia avete un cane potreste presto ritrovarvi a passare anche i suoi alimenti. Il precedente che arriva dai cugggini spagnoli.

Sentenza storica in Spagna, che sicuro entusiasmerà i tanti milanesi padroni di cagnolini e cagnoloni: se una coppia divorzia, chi paga l’assegno di mantenimento deve pagare anche per il figlio peloso. Ok, a noi cosacene visto che riguarda la Spagna? Niente, ammiriamo.

Nella galiziana Pontevedra, un tribunale ha stabilito per le coppie sulla via del divorzio, con cane al seguito, il rilascio di un assegno di mantenimento da parte del capofamiglia, proprio come si fa quando si hanno nani a carico. Il motivo alla base della decisione? I pet non sono un oggetto di possesso e anche loro fanno parte della family. Necessitano quindi di un contributo mensile per vivere come dovrebbero, visto che, fino a prova contraria, non possono guadagnarselo da soli. Vabbè, ma quanto sono avanti gli amici spanish?

La questione nasce dal caso di Pablo e Sagrario. La versione spagnola dei nostri Tizio e Caio che, dopo esplicita richiesta durante la firma delle carte del divorzio, si sono visti approvare dal giudice non solo il passaggio degli alimenti per i due figli, ma anche per l’amico pelosetto. Si è stabilito, quindi, che il marito dovrà corrispondere mensilmente alla ex moglie, cui è stata riservata la custodia dell’animale, un contributo di 40 euro. Somma calcolata facendo una stima dei principali costi per alimentazione e cure quotidiane del cane, mentre le spese veterinarie ed extra andranno equamente ripartite tra gli ex coniugi.

Ma quello che ci si chiede veramente è… in Italia una simile legge avrebbe senso? Considerando che Milano è la città più pet-friendly d’Italia, e che i milanesi ai loro animali domestici tengono tantissimi (e per loro spendono pure un botto) siamo certi che sì, non sarebbe male se anche noi avessimo una legge del genere. Che poi non sarebbe tanto una questione di vero progresso o apertura mentale, ma solo di buonsenso. Come sostiene anche l’avvocato iberico Pilar Caro, che ha seguito direttamente il caso, questo precedente è quanto di più ovvio debba succedere in una società civile, che contempla il pieno rispetto di persone e animali e il loro vivere insieme. Le sue parole sono state: “Con la legge sul benessere degli animali, gli animali domestici smettono di essere cose e vengono riconosciuti come esseri sensibili, che fanno parte del nucleo familiare”.

Noi totalmente pro, voi?

Autrice: Giulia Galbiati

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