Skip to content
A Milano esiste la Torre Arcobaleno, ma molti non hanno idea da dove arrivi / Spendere per non pensare: cos’è il Doom Spending e perché bisogna farci attenzione / Soho House arriva a Milano: il celebre club per la riccanza aprirà nell’ex Cinema Arti nel 2028 / In Puglia vendono un gelato a 95 euro, Briatore: “Chi lo compra è un cretino” / Occhiali da sole in metropolitana: dichiarazione di stile o massima espressione della milanesità (imbruttita)? / La Francia vieta i social agli under 15: il precedente australiano, però, non è andato benissimo / A Milano arrivano le strade con precedenza alle bici: ecco dove saranno / A Milano sempre più persone si licenziano: oltre 200mila, anche chi ha il posto fisso / Anti-Optimization: l’ultima frontiera del benessere è smettere di tracciarlo / A Riccione c’è un lido dove il lettino costa 4 euro e l’ombrellone è gratis: la scelta rivoluzionaria di Guerrino Ricci / A Milano esiste la Torre Arcobaleno, ma molti non hanno idea da dove arrivi / Spendere per non pensare: cos’è il Doom Spending e perché bisogna farci attenzione / Soho House arriva a Milano: il celebre club per la riccanza aprirà nell’ex Cinema Arti nel 2028 / In Puglia vendono un gelato a 95 euro, Briatore: “Chi lo compra è un cretino” / Occhiali da sole in metropolitana: dichiarazione di stile o massima espressione della milanesità (imbruttita)? / La Francia vieta i social agli under 15: il precedente australiano, però, non è andato benissimo / A Milano arrivano le strade con precedenza alle bici: ecco dove saranno / A Milano sempre più persone si licenziano: oltre 200mila, anche chi ha il posto fisso / Anti-Optimization: l’ultima frontiera del benessere è smettere di tracciarlo / A Riccione c’è un lido dove il lettino costa 4 euro e l’ombrellone è gratis: la scelta rivoluzionaria di Guerrino Ricci
CONDIVIDI:
Link copiato!

Lavorare tanto per guadagnare di più: l’overemployment è l’anticamera del burnout

Gli overemployed sono lavoratori (soprattutto in smart) che affiancano alla loro occupazione principale altre fonti di guadagno. Si arricchiscono, certo. Ma a che prezzo?

Una volta si diceva stakanovisti, oggi overemployed. Il multitasking ha fatto l’upgrade grazie ad un rebranding che viene da oltreoceano. Sì, perché l’overemployment è un pratica vecchia come il mondo che però con un nome inglese sembra nuova e figa, ed è traducubile come sovraoccupazione. Consiste nell’accettare più lavori in modo da guadagnare più soldi.

Ma facciamo un esempio, così entriamo subito nel mood e parliamo di tale William, un millennial che ha raccontato la sua esperienza a Business Insider. Un giorno ha letto degli overemployed sul web e invece di pensare “Oh no, terribile” si è detto: “Oh, che figata lavorare h24 e guadagnare un botto”. Alla fine dell’anno, in effetti, si è ritrovato con 500mila euro di entrate lorde da 4 diversi ruoli. Figo. Wow. Ma come ci è arrivato mentalmente a fine anno? Una mer*a. Otto mesi dopo aver iniziato questo tour de force, il buon William è stato fermato dall’inevitabile burnout e ha dato le dimissioni a entrambi i lavori in azienda. Eh, graziealca…

Ma cosa spinge certa gente a intraprendere una doppia (tripla, quadrupla…) vita lavorativa? Tra l’altro la pratica sta crescendo sempre di più, specialmente tra i dipendenti delle aziende IT. Dipendenti che, grazie allo smart working, si sono trovati improvvisamente con molto tempo libero da dedicare a un guadagno extra. Dei goat del doppio lavoro.

Il copione di un impiegato overemployed è il seguente: mentre si tiene stretto il suo lavoro principale, invia curriculum a destra e manca e partecipa a colloqui segreti con altre aziende per aumentare il suo reddito. Con l’inflazione che sale scale vertiginose, avere più fonti di guadagno del resto può essere utile.

L’obiettivo? Arricchirsi fino all’impossibile (anche 700mila dollari all’anno!) lavorando 12-14 ore al giorno. La pandemia ha diviso le acque, creando due fazioni opposte. Da un lato, coloro che abbracciano la corsa folle e sconsiderata all’arricchimento. Dall’altro, quelli che cercano di preservare un equilibrio tra vita lavorativa e personale (cercano, appunto. Ma non sempre ci riescono).

Ovviamente, l’overemployement non è una pratica né sana né sicura. Immaginate di ritrovarvi a farvi un mazzo tanto solo per scoprire che il doppio impegno potrebbe rivelarsi un labirinto impossibile di problemi ingestibili. Eh sì, gestire due lavori o più a tempo pieno potrebbe rivelarsi un’impresa titanica. Specialmente se uno di essi richiede la presenza fisica. E non dimentichiamoci la difficoltà nel mantenere alta la qualità del lavoro e la qualità di vita (soprattutto): come cavolo si fa a far fronte a due datori di lavoro esigenti senza compromettere la propria salute mentale? Benvenuto burnout.

Perchè il burnout da overemploeyment non colpisce solo il singolo individuo. Eh no eh, può anche avere un impatto super negativo sulle relazioni personali e professionali. Ovviamente può portare a tensioni con familiari, amici e colleghi. E sul fronte lavorativo, il rendimento e la produttività potrebbero subire un duro colpo, mettendo a rischio entrambi i gli impieghi. Insomma, un’arma a doppio taglio. Arma che forse non è il caso di utilizzare. A vostro rischio e pericolo.

Autrice: Francesca Tortini

CONDIVIDI:
Link copiato!