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Se in ferie non vi siete rilassati per un caz*o, è colpa della “vacansia”

Questo termine indica quella sensazione di sbattimento che ci prende quando siamo in ferie e invece di rilassarci pensiamo a tutte le cose che dobbiamo fare.

Pensavate di averle sentite tutte eh? E invece no: vi mancava questo nuovo termine, la “vacansia“. Pensate a una persona insopportabile, compagna indesiderata delle vacanze che, come un’invitata non richiesta alla vostra festa, arriva puntuale appena vi mettete comodi sulla sdraio, il drink in mano, pronti per godervi il meritato relax. Parliamo di ansia in vacanza, una roba molto imbruttita, perché di fatto è l’ansia di non essere produttivi h24. Pure in ferie.

Pare esistano anche magliette con la scritta “Vivo in vacansia“. Troppo nostra, vero? Mentre però a prima vista strappa un sorriso, sotto sotto nasconde una verità inquietante che non possiamo più ignorare. Siamo talmente connessi, talmente operativi h24, che non siamo più grado di staccare davvero nemmeno quando ne avremmo il diritto. Ad approfondire la questione ci ha pensato la pagina Instagram di Edizioni Tlon, dove i due filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici hanno pubblicato un post a proposito della vacansia: “Chiamiamo ironicamente (ma neanche troppo) vacansia quella sensazione di inquietudine che accompagna sempre più persone nei momenti di ferie e di pausa. È il paradosso moderno per cui, nonostante ci si trovi fisicamente a riposo o in vacanza, la mente continua a lavorare per molti giorni e a preoccuparsi, rendendo difficile abitare un altro ritmo”.

La questione riguarda – probabilmente – soprattutto chi si trova di botto a dover passare da una vita frenetica e impegnatissima all’immobilità sotto l’ombrellone. Un passaggio talmente radicale, che invece di condurci ad un sereno svacco, ci fa scattare paranoie e ansie a palla. Oh, sapevate che “vacanza” viene dal latino “vacare”, che significa “essere vuoto, libero“? Già, peccato che di libero ci sia solo il Wi-Fi dell’albergo. La nostra mente, al contrario, è più impegnata che mai. La verità è che ci siamo resi schiavi della produttività.

Viviamo nella cosiddetta “società della performance“, dove anche la pausa sembra una sconfitta. Se non sei attivo, non sei nessuno. E se ti lasci scappare una notifica, sei fuori dai giochi. A proposito di giochi, apriamo i social: gli altri sembrano tutti impegnati a fare cose meravigliose, mentre voi state lì a cercare di capire come godersi un’ora di riposo senza sentirvi in colpa. Il povero telefono non può nemmeno prendersi una vacanza, ormai scotta sotto il sole cocente, perché dobbiamo documentare tutto: dalla colazione all’ outfit-check per TikTok.

Allora bo, forse meglio iniziare con una vacanza “piena” di gite, visite, attività, movimento, sport, cultura, che ci faccia stancare e trottare (per cose belle) e dopo – solo dopo – staccare ulteriormente con una vacanza più rilassante.

Già… sarebbe bello.

Autrice: Francesca Tortini

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