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In una scuola di Livorno sono stati istituiti due bagni “gender neutral”, per chi non si sente né maschio né femmina

L'idea è stata della dirigente scolastica Teresa Cini. "La scuola deve essere inclusiva verso tutti gli alunni, anche quelli che vivono in modo conflittuale, o non armonico, il sesso percepito e quello che viene loro assegnato all’atto della nascita"

Domanda: vi piacerebbe se nella vostra scuola o sul vostro luogo di lavoro ci fosse un bagno no gender? Per chi, insomma, non si sente di appartenere né alla categoria maschi né alla categoria femmine. O per chi, banalmente, pensa che questa questione sia un po’ superata. Ve lo chiediamo perché è notizia di questi giorni che una scuola di Livorno, il liceo Niccolini-Palli, ha decisi di istituire due toilette neutre, che possano essere utilizzate da ragazzi e ragazze indistintamente. L’idea è stata della dirigente scolastica Teresa Cini, al primo anno di incarico. “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di bagni neutri senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo bagno e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”, ha raccontato la preside, come riportato da Il Telegrafo.

In realtà non è la prima iniziativa che il liceo prende per dimostrarsi maggiormente inclusivo. L’anno scorso è stato adottato il Regolamento Carriera alias, riservata agli studenti transgender. Un modo per permettere all’alunno o all’alunna delle superiori di scegliere un nome che sostituisce quello anagrafico, nel caso in cui questo non li rappresenti. Una procedura che, ovviamente, non ha alcun valore legale all’esterno della scuola, ma che viene usata nei quadri dove vengono esposti i voti, sul libretto delle presenze e sul registro elettronico. “Come si sta facendo di tutto per eliminare ogni barriera architettonica nelle scuole, allo stesso modo la scuola deve essere inclusiva verso tutti gli alunni, anche quelli che vivono in modo conflittuale, o non armonico, il sesso percepito e quello che viene loro assegnato all’atto della nascita”, ha spiegato Cini. “Queste percezione nelle giovani generazioni è sempre più precoce perché la riscontriamo anche negli alunni delle scuole dell’obbligo”.

I genitori degli studenti hanno preso bene l’iniziativa. Non ci sono state proteste, né lettere di reclami. Tutto apposto. I ragazzi, poi, si sono dimostrati entusiasti. “I giovani non hanno nessun problema di fronte a queste distinzioni e a queste decisioni, perché vivono la questione in maniera molto naturale”. Non è comunque la prima azione inclusiva di un liceo italiano eh. A febbraio nel liceo Alfieri di Torino gli studenti hanno deciso di ideare un bagno neutro, per chi non si sente a proprio agio in quelli esclusivi. Stessa cosa anche al liceo Machiavelli Capponi di Firenze, dove le toilette fluide sono ormai una realtà.

Per quanto riguarda i luoghi di lavoro, in Italia il primo caso noto di bagni no gender è stato quello del Comune di Reggio Emilia, nel 2019. Un’iniziativa ontenuta nel protocollo operativo per il contrasto all’omontransofobia e omotransnegatività e per l’inclusione delle persone Lgbtqia+. Che ne pensate Imbruttiti?

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