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Renato Pozzetto e la lettera (commovente) a Enzo Jannacci: “Mi manchi, tra poco ci rincontreremo”

Oggi, 29 marzo 2023, sono dieci anni dalla scomparsa del cantautore: per l'occasione, il suo amico Renato Pozzetto gli ha scritto una lettera (spoiler: lacrime)

Ma quanto ci manca Enzo Jannacci? A tutti gli italiani eh, per carità, ma ai milanesi un po’ di più. Oggi, 29 marzo 2023, sono dieci anni che il geniale cantautore, attore e cabarettista (ma anche medico) è scomparso, lasciandoci orfani della sua musica, dei suoi spettacoli, della sua arte. E proprio in occasione dell’infelice anniversario, un grande amico di Jannacci, Renato Pozzetto, ha scritto una lettera tramite Corriere della sera, indirizzata proprio al cantautore scomparso. Parole struggenti, malinconiche, dolci e velate di quella consueta ironia che ha sempre distinto i due. E allora la vogliamo riproporre anche noi questa lettera, ma sappiatelo: tocca preparare un mazzo di fazzolettini belli spessi.

Ciao Enzo, come va?

Sicuramente dove sei tu va tutto bene. Qui sulla Terra solito casino…

Quelli del Corriere mi chiedono di parlare della nostra amicizia, io però sono un po’ in crisi con la memoria, sai? Dovresti aiutarmi un po’. Quaggiù s’invecchia e la salute è un problema. Tra poco ci rincontreremo, e io sarò felice di stare con te. E tutto sarà come una volta, anzi meglio. Lì c’è tutto e si può fare tutto e bene, proprio come facevi tu…

Mi manchi tanto. Mi manca sentirti cantare, quando mi facevi ascoltare le tue novità. O quando ci confidavamo speranze, desideri e quelle cose che pensano tutti ma che non si possono dire. Ti ricordi quando mi portasti a fare un giro all’Idroscalo, sulla tua barca a vela? Era febbraio, faceva un freddo della madonna, e noi eravamo vestiti come Roald Amundsen, l’esploratore, ma almeno lui aveva una tenda rossa.

Quando io arriverò dove sei tu, se Lui me lo permetterà (io ci spero perché non è che abbia fatto tante cazzate), fatti trovare con il pianoforte e la chitarra. So che lì ci sono strumenti della Madonna. E io vorrei cantare, sai? Qui, con tutto quello che succede, mi mancano voglia e occasioni. Già so che faresti un’altra bella canzone, di quelle che fanno piangere come una fontana, anche perché quaggiù, adesso, manca pure l’acqua e un po’ di umidità farebbe bene.

In questi giorni andrò a teatro, Elio (degli Elio e le Storie Tese) parlerà di te e canterà le tue canzoni, lui è bravo e lo spettacolo sarà bello. Al teatro Lirico, dedicato al tuo amico Gaber, si sono dimenticati di te! Non prendertela, sono cose che succedono in questi tempi. Ora penso di averti rotto le balle e allora ti saluto.

Ciao Enzo, un abbraccio forte, e un bacino. 
Ci vediamo presto. Saluti. 
Renato

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