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Fermi tutti: si valuta di trasformare il Festival di Sanremo in un evento itinerante

La città chiede troppi soldi, così la Rai pensa di sganciarsi.

Ma in che senso il Festival di Sanremo potrebbe non avere più luogo… a Sanremo? Dal 2027 il Festival “della canzone italiana”, il carrozzone musicale più amato-odiato dagli italiani, potrebbe cambiare indirizzo e dire addio alla Città dei Fiori. A far traballare il matrimonio tra Rai e Comune di Sanremo non è la noia, ma una serie di richieste economiche che in Viale Mazzini hanno definito “insostenibili”.

Il motivo? Questione di… fatturato.

Tutto nasce da una sentenza del TAR (confermata pure dal Consiglio di Stato) che impone alla Rai di partecipare a un bando pubblico per ottenere l’uso del marchio “Festival della Canzone Italiana” – marchio che, spoiler, è di proprietà del Comune.

Peccato che Sanremo abbia deciso di alzare il tiro: 6,5 milioni di euro l’anno per usare il nome, contro i 5 milioni attuali (+30%), più una fetta degli introiti pubblicitari di Rai Pubblicità. E tutto questo a fronte di un evento che, diciamolo, senza la Rai farebbe più views su TeleSanremo che su TikTok.
Risultato? Rapporti ai minimi storici e piano B già sul tavolo.

Dove si potrebbe spostare il Festival?

La Rai sta valutando alternative (anche itineranti, tipo una Biennale della Canzone). Le mete più gettonate sono Sorrento / Costiera Amalfitana, Viareggio / Versilia, Rimini / Emilia-Romagna, Gargano / Puglia e Senigallia / Marche
outsider ma agguerrite. In più, c’è chi spinge per un Festival itinerante ogni due anni. Un modo per far girare la cultura e l’indotto turistico… o per moltiplicare i grattacapi logistici. A voi la scelta.

A dare voce al disappunto nazionale ci ha pensato Al Bano, che ha dichiarato: “Sarebbe assurdo. Sanremo è un patrimonio culturale, di emozioni condivise. Ve l’immaginate Hollywood che si separa dagli Oscar?” E come dargli torto?
Pensare a un Sanremo senza Sanremo è un po’ come dire “Il panettone, però senza Natale”. Sì ok, si può fare… ma il mood non è lo stesso.

La Rai, però, tira dritto: durante la presentazione dei nuovi palinsesti, l’a.d. Giampaolo Rossi ha detto chiaro e tondo: “Il Festival è di Sanremo, ma prima di tutto è della Rai. Senza di noi, non esisterebbe. E possiamo farlo ovunque“. Poi ha confermato che nel 2026 il Festival andrà in onda in ritardo per via delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Dal 2027, invece, tutto può succedere.

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