A Milano ormai facciamo tutto un po’ più tardi: usciamo di casa più tardi, ci sistemiamo lavorativamente più tardi e, a quanto pare, anche il momento di diventare genitori si sta spostando sempre più avanti.
Alla Clinica Mangiagalli di Milano, uno dei principali place to be per le nascite in città, negli ultimi anni stanno infatti aumentando le donne che affrontano una gravidanza dopo i 45 anni. E in alcuni casi si va parecchio oltre.
L’anno scorso, per dire, una donna di 56 anni ha partorito alla Mangiagalli e tutto è andato bene. Caso eccezionale? Sicuramente. Caso completamente isolato? Mica tanto.
Il 2025 alla Mangiagalli
A raccontare il trend a Repubblica è Irene Cetin, direttrice dell’Ostetricia del Policlinico di Milano e professoressa ordinaria di Ginecologia e Ostetricia all’Università degli Studi di Milano.
I numeri parlano abbastanza chiaro: nel 2025 alla Mangiagalli hanno partorito 129 donne over 45, pari al 2,2% dei 5.951 parti registrati durante l’anno. Di queste, 22 avevano più di 50 anni.
«Nel 2025 sono state 129 le donne over 45 anni (il 2,2 per cento su un totale di 5.951 parti alla Mangiagalli) e 22 le donne over 50 anni. È un fenomeno che notiamo in crescita da due-tre anni, legato all’aumento delle gravidanze da ovodonazione, cioè le eterologhe, con ovociti donati da donne diverse da quelle che portano avanti la gravidanza. Nel 2014 erano 246 all’anno in Italia, nel ’22 il dato era già salito a 15.131», spiega Cetin.
L’età media del primo parto alla Mangiagalli è ormai tra i 34 e i 36 anni, ma anche incontrare future mamme con qualche anno in più sta diventando meno raro.
«L’età media del primo parto da noi è di 34-36 anni ma le donne con oltre 45 anni non sono infrequenti. Quando parliamo di gestanti e puerpere over 45-50 anni si tratta nella maggior parte dei casi di donne che hanno fatto ricorso all’eterologa».
Perché aumentano le gravidanze dopo i 45 anni?
Dietro questo cambiamento c’è soprattutto la crescita della fecondazione eterologa, in particolare dell’ovodonazione.
In pratica, la gravidanza viene portata avanti utilizzando un ovocita donato da un’altra donna. Una possibilità che ha cambiato parecchio lo scenario della maternità in età più avanzata e che consente di affrontare una gravidanza anche quando la fertilità naturale si è fortemente ridotta.
Le gravidanze naturali dopo i 45 anni restano invece più rare, soprattutto per il progressivo avvicinamento alla menopausa. Qualche eccezione, comunque, c’è.
Cresce anche il social freezing
C’è poi un’altra parola che negli ultimi anni abbiamo iniziato a sentire sempre più spesso: social freezing.
Parliamo della possibilità di congelare i propri ovociti quando si è più giovani, conservandoli per un’eventuale gravidanza futura. Una scelta che interessa soprattutto donne che in quel momento della loro vita non hanno ancora deciso se avere figli, oppure semplicemente quando averli.
Carriera, stabilità economica, relazioni, progetti personali: il famoso “momento giusto” oggi può arrivare parecchio più avanti rispetto al passato.
Sul fronte medico, però, il timing conta eccome.
«Ma questo è un tema relativamente recente che riguarda quindi gestanti più giovani», spiega Cetin. «Più si attende a prelevare l’ovulo da criocongelare più ci sono rischi che questo non sia in grado di attecchire e crescere, infatti si procede a questa tecnica al massimo entro i 39 anni dato che l’ovocita “giovane” è molto più forte».
Insomma, il social freezing può offrire una possibilità in più, ma congelare gli ovociti a 30 anni oppure parecchi anni dopo cambia le prospettive.
Fare un figlio dopo i 45 anni comporta più rischi?
Qui bisogna uscire un attimo dalla modalità “age is just a number”, perché dal punto di vista medico l’età conta. Una gravidanza a 45 o 50 anni richiede infatti maggiori attenzioni rispetto a una affrontata in età più giovane, soprattutto perché con il passare degli anni aumenta la possibilità che siano presenti altre condizioni di salute.
«Con il crescere dell’età della donna soprattutto ci possono essere complicazioni legate ad altre patologie, come l’ipertensione, il diabete, i problemi cardiovascolari. In questi casi bisogna tenere conto che la gravidanza in età più avanzata della media può essere a rischio», spiega Cetin.
Per questo le donne incinte over 45 vengono seguite con particolare attenzione, con esami e controlli specifici prima e durante la gravidanza e anche dopo il parto.
In questi casi il parto avviene generalmente con taglio cesareo e la gestazione spesso arriva fino alla 36ª-37ª settimana.
Fecondazione eterologa in Lombardia: come funziona
In Italia la fecondazione eterologa è consentita dalla legge, anche se le donatrici non possono essere pagate. Per questo diverse coppie finiscono per rivolgersi a strutture private oppure a centri all’estero.
Dopo i 50 anni il ricorso all’eterologa è comunque sconsigliato.
In Lombardia il percorso è disponibile anche attraverso il sistema sanitario pubblico: la procreazione medicalmente assistita omologa ed eterologa è garantita con il pagamento del ticket regionale fino ai 46 anni della donna.
Un ruolo importante lo ha l’ospedale Niguarda, dove si trova la banca dei gameti e dove vengono conservati anche ovociti e seme provenienti da donatori esteri, utilizzati nei percorsi di fecondazione eterologa.
Anche alcune delle future mamme che arrivano alla Mangiagalli provengono proprio da questi percorsi.
Mamme sempre più tardi: anche Milano cambia
Al di là del caso della donna diventata mamma a 56 anni, il punto interessante è quindi un altro: la maternità si sta progressivamente spostando più avanti nel tempo.
Le ragioni possono essere tantissime e molto personali, dalla ricerca di una stabilità economica alle relazioni, passando per il lavoro e semplicemente per il desiderio di avere un figlio che arriva più tardi.
A cambiare, però, sono anche le possibilità offerte dalla medicina riproduttiva.
Le 129 mamme over 45 e le 22 over 50 registrate alla Mangiagalli nel 2025 rappresentano ancora una quota ridotta dei quasi 6mila parti complessivi. Ma il trend c’è.
Anche perché ormai, almeno a Milano, pure la maternità sembra aver sposato il mantra più City di tutti: con calma, ma facciamo tutto.









