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L’incredibile skatepark multisensoriale alla Triennale di Milano

Gli skater in città hanno un nuovo skatepark dove eseguire le loro evoluzioni. Non si tratta, però, di una tradizionale pista realizzata a loro uso e consumo in un’area aperta: questo è il primo spazio indoor milanese, è temporaneo e, soprattutto, è un’opera d’arte. La location che lo ospita è infatti la galleria al piano […]

Gli skater in città hanno un nuovo skatepark dove eseguire le loro evoluzioni. Non si tratta, però, di una tradizionale pista realizzata a loro uso e consumo in un’area aperta: questo è il primo spazio indoor milanese, è temporaneo e, soprattutto, è un’opera d’arte.

La location che lo ospita è infatti la galleria al piano terra della Triennale e il contesto si chiama Play!, rassegna ideata e curata da Julia Peyton-Jones e Lorenza Baroncelli, con lo scopo di avvicinare arte e gioco in un’epoca storica in cui è diventato essenziale creare una compartecipazione attiva fra opera d’arte e fruitore, affinché anche lo scambio che ne deriva sia al passo coi tempi moderni, caratterizzati da una sempre più diffusa procreazione di prodotti artistici self-made.

Tante sono le particolarità che rendono OooOoO – è il nome dell’installazione – perfettamente coerente coi criteri dettati dai curatori della manifestazione, a partire ovviamente dalla natura site specific dell’opera, passando per la gratuità dell’evento per arrivare alla praticabilità e alle stesse fattezze della costruzione, interamente ricoperta da una vernice verde fluo che, attivata da luci UV, fa scintillare al buio il suo percorso tipicamente irregolare fatto di rampe, bowsl e halfpipes. Tutto questo rende l’esperienza perfettamente multisensoriale, grazie anche all’apporto sonoro messo a disposizione da Koreless, produttore di musica elettronica di Glasgow.

L’autrice dell’installazione è la sudcoreana Koo Jeong, non nuova a progetti di questo genere: sua è infatti una serie di skatepark cominciata nel 2012 con OTRO in Francia, sull’isola di Vassivière, e inserita in una più ampia serie di lavori, accomunati tutti dall’idea di stimolare nel visitatore un impiego attivo, fisico e mentale, dello spazio, attraverso la creazione d’installazioni esperienziali e partecipative e di dinamiche relazionali tra uomo e oggetto, tra individuo e collettività.

Lo spazio, che può ospitare 150 persone di cui 15 (per volta) sulla struttura, darà accesso anche ai più piccoli acrobati, quelli tra gli 8 e i 14 anni, che avranno la possibilità, previa prenotazione, di partecipare a sessioni della Academy of Skateboarding accompagnati da coach professionisti. Ma se il gioco, come detto, rimane l’essenza della manifestazione, non mancheranno comunque anche altre attività didattiche e divulgative, dedicate alla cultura skate in Italia, illustrate al pubblico attraverso diversi canali che comprendono fotografia, cinema, grafica, architettura e urbanistica, musica, sport e pubblicazioni indipendenti. Fra questi si segnalano la proiezione di quattro video diretti da Diana Manfredi e una selezione di fotografie di André Lucat sulla scena milanese dello skateboard. A chiusura dell’evento, il 16 febbraio, la skate-pista sarà donata alla città di Milano.

Articolo scritto da Maria Teresa Falqui

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