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Voglia di spendere un po’ di grana? Ecco la top ten delle city più care al mondo

La testata economica The Economist ha stilato la solita classifica delle città più care del mondo e, a sopresa, Parigi, Hong Kong e Zurigo non sono più le queen del cash.

Visto che abbiamo trascorso tanti (troppi) mesi in casa o comunque nei pressi, appena si potrà viaggiare senza sbatti molti di noi avranno a disposizione un bel salvadanaio gonfio di risparmi. Quando ‘sta menata della pandemia sarà finalmente passata (sì ok, quando?) ci sarà da festeggiare alla grandissima. Un’idea? Fare gli smagiassi in qualche città straniera, spendendo e spandendo che manco Briatore. Iniziamo a sognare va, che per scucire la grana vera abbiamo ancora un po’ di tempo: la testata economica The Economist ha stilato la solita classifica delle città più care del mondo e, a sopresa, Parigi, Hong Kong e Zurigo non sono più le queen del cash.

Per trovare la città più cara al mondo quest’anno dobbiamo volare fino in Israele, dove Tel Aviv si erge in tutto il suo splendore, fiera di essere passata dalla quinta alla prima position. Parigi fa un passo indietro e rimane comunque lì lì, al secondo gradino del podio, che però condivide con Singapore. Fuori dal podio si piazzano Zurigo, quarta, Hong Kong, New York, Ginevra, Copenaghen, Los Angeles e infine Osaka a completare la top 10.

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Tel Aviv

Da precisare che i dati raccolti dall’indagine risentono dell’aumento a livello globale di un’inflazione cresciuta nel 2021 su base annuale del 3,5%, più del 2019 e del 2020. Inflazione condizionata, inevitabilmente, dal lockdown e dalle misure restrittive adottate causa pandemia, che hanno creato non pochi problemi alla catena di approvvigionamenti, limitato la produzione e gli scambi commerciali e sociali, facendo impennare il costo di merci e servizi. That’s it. 

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Tanti i fattori considerati per valutare il costo della vita delle città: quanto si spende per un paniere di beni alimentari; il costo delle bevande alcolicheil prezzo di vestiti, bollette dei servizi (luce, gas, acqua, telefono) e trasporti; quanto si pagano i beni voluttuari e ricreativi (abbonamenti tv, giornali, cinema, etc.); e poi ovvio, l’affitto, le spese per scuola e sport. Il maggiore aumento assoluto riguarda la benzina/litro cresciuta del 21%. “Anche i prezzi degli immobili (non inclusi nel calcolo dell’indice), sono aumentati – ha aggiunto il Rapporto – soprattutto nelle zone residenziali”.

E l’Italy? Roma è crollata dal 32esimo posto al 48esimo. In particolare c’è stato “Un calo particolarmente marcato nel suo paniere della spesa e nelle categorie di abbigliamento”. Bene ma non benissimo.

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