Lavorare tre giorni a settimana, avere quattro giorni liberi e riuscire comunque a mantenere tutta la famiglia con un solo stipendio. Vabbè, utopia. O forse no? Secondo Jeff Bezos, questo è il futuro che ci attende, grazie all’intelligenza artificiale. E se a dirlo è il fondatore di Amazon, uno che di lavoro e produttività se ne intende, forse vale la pena ascoltare. Anche se, prima di festeggiare, qualche domanda ce la faremmo.
Lavorare meno grazie all’IA? Perché no
Durante un’intervista a Fox News, il miliardario ha spiegato di essere convinto che l’intelligenza artificiale possa aumentare talmente tanto la produttività da cambiare radicalmente il nostro rapporto con il lavoro.
In pratica, grazie all’IA, potremmo arrivare a guadagnare abbastanza lavorando soltanto tre giorni a settimana, senza dover necessariamente rinunciare al nostro tenore di vita. E non solo: secondo Bezos, alcune famiglie potrebbero addirittura permettersi di vivere con un unico stipendio, lasciando a uno dei due partner la possibilità di smettere di lavorare.
C’è però un piccolo dettaglio: il fondatore di Amazon non ha spiegato concretamente come si potrebbe arrivare a questo scenario, né come i benefici economici della maggiore produttività verrebbero distribuiti ai lavoratori. Quindi bro, scusaci ma restiamo dubbiosi.
E tutti i posti di lavoro che rischiano di sparire?
Qui arriva la parte più interessante, perché Bezos va decisamente controcorrente rispetto a chi teme che l’intelligenza artificiale possa provocare una perdita massiccia di posti di lavoro.
Secondo lui, infatti, potrebbe succedere addirittura il contrario: l’IA potrebbe creare una situazione in cui ci saranno più opportunità lavorative che persone disponibili a ricoprirle.
«Molte persone intelligenti stanno prevedendo perdite di posti di lavoro causate dall’IA», ha spiegato, aggiungendo però di non essere affatto d’accordo con questa visione.
Peccato che, durante l’intervista, il conduttore Bret Baier gli abbia ricordato un dettaglio non proprio trascurabile: Amazon ha tagliato circa 30mila posti di lavoro negli ultimi dodici mesi. Bezos ha risposto attribuendo i licenziamenti soprattutto alle assunzioni effettuate durante e dopo la pandemia, quando l’azienda aveva aumentato rapidamente il proprio personale.
Una spiegazione che, naturalmente, non risolve tutti gli interrogativi sul futuro dell’occupazione, soprattutto considerando che molte aziende stanno già ripensando la propria organizzazione proprio alla luce delle nuove tecnologie. Scusaci bro, anche qui… non convintissimi.
L’intelligenza artificiale è una bolla?
Nell’intervista si è parlato anche del rischio che l’entusiasmo intorno all’intelligenza artificiale si trasformi in una gigantesca bolla speculativa.
Bezos non ha escluso questa possibilità, ma ha spiegato che le cosiddette bolle industriali possono avere anche conseguenze positive. Il motivo? Gli investitori finanziano tantissimi progetti, alcuni dei quali inevitabilmente falliranno, ma le innovazioni sviluppate nel frattempo continueranno a esistere.
In sostanza, anche se qualcuno dovesse perdere parecchi soldi, la tecnologia rimarrebbe. E secondo il miliardario, questo potrebbe rappresentare comunque un vantaggio per la società.
Quanto alla possibilità che ci troviamo già dentro una bolla, Bezos ha ammesso che è difficile stabilirlo, ribadendo però una convinzione: la tecnologia alla base dell’intelligenza artificiale è reale e destinata a lasciare il segno.
Quindi, si lavorerà realmente di meno grazie all’AI? Noi, nel dubbio, aspettiamo comunicazioni dall’HR.









