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Che storia: il gin migliore d’Italia si chiama Gin Milano ed è ispirato alla City

A decretarlo vincitore una giuria internazionale composta da 50 esperti. La dedica alla City parte già dal packaging, ispirato alla figura di un manichino di alta moda.

Raga, voi siete esperti o appassionati di gin? No perché – nel caso – vi interesserà sapere che il distillato migliore d’Italia ce l’abbiamo noi, proprio qui nella City. Si chiama Gin Milano (a scanso di equivoci) ed è la novità assoluta nel mondo dei Gin Premium. A decretarlo vincitore è stata una giuria internazionale composta da 50 esperti tra professionisti del settore beverage, come bartender, sommelier, produttori, degustatori e giornalisti. L’occasione era il theGINday, evento dedicato al distillato che ha scelto i suoi best in ben quattro categorie: Best Italian Gin, Best International Gin, Best Idea/Concept (dedicata alservizio del gin) e Best Packaging. I giudici hanno indagato le varie proposte con il metodo “blind test“, aka alla cieca. Ebbene, come dicevamo all’inizio, il Best Italian Gin è Gin Milano, ispirato alla City.

“Milano è la città delle opportunità, simbolo di un’Italia che può farcela” ci ha spiegato Ruggero Del Zotti, che insieme a Roberto Attilio Nisoli è tra i soci di Élite srl, azienda che produce Gin Milano. “Noi amiamo Milano, questa città si è sviluppata esprimendo qualità senza eguali nell’artigianato, è sempre stata accogliente e ha assunto un carattere poliedrico diventando nel tempo il riferimento per le eccellenze in diversi ambiti: moda, design, finanza, innovazione, architettura e arte”. La dedica alla City parte già dal packaging ideato da Sapiens Design Studio: la silhouette della bottiglia, slanciata e distintiva, si ispira alla figura di un manichino e indossa un’etichetta in tessuto filato, quasi fosse un capo d’alta moda.

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All’interno quello che viene definito “un distillato di pregio, realizzato in collaborazione con Eugin Distilleria Indipendente con distillazione in caldaia e corrente di vapore, in alambicco discontinuo a bagnomaria Műller, senza aggiunta di additivi. La coltivazione delle botaniche è a sostegno di progetti etici e di inclusione sociale grazie al coinvolgimento nella produzione di due Cooperative Sociali, Koala e Valdibella”. Se siete presi bene, e siete tra quelli che il gin se lo bevono anche a casa, magari improvvisandosi bartender, sappiate che “Gin Milano può valorizzare e rendere più interessanti ed eleganti cocktail ben conosciuti come il Negroni, il Cocktail Martini, il Collins e il Vesper“, come ci suggerisce Del Zotti, che sottolinea comunque quanto il distillato funzioni benissimo anche in purezza, ambiente o con ghiaccio.

Da un po’ di anni il gin sta conoscendo una crescita davvero clamorosa, tanto che si parla ormai di gin-mania e addirittura di ginaissance, tipo il Rinascimento del gin. Uno studio di qualche tempo fa, apparso sul giornale online Bmj Open, ha scoperto che 4 gin lover su 10 si sentono “molto sexy” quando sorseggiano il loro spirit preferito. Il mercato del gin, inoltre, nel 2022 ha registrato un valore di 14 miliardi di dollari e che, secondo Market Data Forecast, è destinato a raggiungere i 19,17 miliardi nel 2028 con un aumento percentuale del 5,9%. Not bad! Ma come si spiega questa fissa mondiale nei confronti del gin?

“Per rispondere a questa domanda bisogna osservare una combinazione di due fattori – ci risponde Del Zotti – Primo. Teoricamente è semplice produrre gin: è un distillato di vodka aromatizzata con ginepro e diverse botaniche. Il ginepro cresce spontaneamente in tante zone del mondo e non ci sono vincoli geografico-legali. Secondo. Il gin tonic è il drink spensierato per eccellenza: quando uno non sa cosa bere, prende un gin tonic. Inoltre si presta tecnicamente ad esser giocato in abbinamenti gastronomici. Per questi motivi sul mercato nel tempo si sono affacciati sempre più prodotti, produzioni stimolate da una domanda in crescita da almeno 15 anni (quindi non una semplice moda)”.

Cresce l’offerta e cresce tantissimo la domanda, che si è anche raffinata per puntare l’attenzione verso prodotti di qualità. “Gin Milano si è affacciato in un mercato affollatissimo. Abbiamo creato un brand con un’identità forte, puntando tutto su qualità ed eleganza. Abbiamo tenuto fede alle nostre idee e coinvolto nella produzione delle botaniche due cooperative sociali, sostenendo in questo modo i loro progetti etici e di inclusione sociale. Anche questo è Milano, anche questa è l’Italia”. Cheers!

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